Mar 23 Aprile 2019 — 14:51

La Bce non si muove, l’euro però vola



Moneta unica sopra 1,25 contro il dollaro dopo le parole di Draghi in conferenza stampa

La Bce non ferma la volata dell’euro. Complice la speculazione, la moneta unica ha superato oggi anche quota 1,25 dollari mentre il presidente Mario Draghi parlava in conferenza stampa dopo il Consiglio direttivo. Si tratta dei massimi da fine 2014.

Oggi la Bce è rimasta ferma su tutta la linea, in una riunione che si preannunciava infatti interlocutoria, se non fosse per il rapido apprezzamento dell’euro che ha visto negli ultimi giorni la moneta unica prendere il largo contro il dollaro.

La corsa dell’euro, che rischia di mettere a repentaglio la ripresa dell’economia e soprattutto dell’inflazione nell’area euro, è stata sicuramente oggetto di discussione nel corso del board guidato da Mario Draghi, allontanando per il momento ogni possibile tentazione di modificare la postura della banca centrale in senso più restrittivo.

Cosa ha scatenato dunque i “tori” sull’euro? Probabilmente il messaggio misto” arrivato da Draghi in conferenza stampa. Il presidente della Bce ha da una parte evidenziato che resta necessario un ampio livello di stimolo monetario nell’eurozona, fattore che dovrebbe in teoria ridurre l’appeal dell’euro, ma ha d’altro canto ha insistito sulla crescita economica parlando di “forte momento crescita a inizio anno” e di espansione del Pil dell’eurozona cresciuta oltre le attese nel secondo semestre del 2017.

Sui mercati, poco dopo le 15, l’euro/dollaro segna 1,2501 (+0,8%). Le Borse europee sbandano, con il Dax di Francoforte che scende sotto la parità, mentre il Ftse Mib mantiene un rialzo di mezzo punto percentuale.

Per il resto, come si evince dal comunicato, la forward guidance è rimasta inalterata, nonostante le diverse indicazioni positive giunte nelle ultime settimane dai dati macro economici e le dichiarazioni dei falchi tedeschi, che almeno a parole sembrano intenzionati a uscire al più presto dal programma di acquisti del Qe.

Il Consiglio direttivo ha comunicato che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%. Il board si attende che i tassi di interesse “si mantengano su livelli pari a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo e ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività”.

Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, la Bce conferma che intende effettuare gli acquisti del quantitative easing, al nuovo ritmo mensile di 30 miliardi di euro, fino a settembre 2018, “o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché il Consiglio direttivo non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi coerente con il proprio obiettivo di inflazione”. Inoltre “se le prospettive diverranno meno favorevoli, o se le condizioni finanziarie risulteranno incoerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell’inflazione, il Consiglio direttivo è pronto a incrementare il programma di acquisto di attività in termini di entità e/o durata”. L’Eurosistema reinvestirà il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del Qe “per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività e in ogni caso finché sarà necessario. Ciò contribuirà sia a condizioni di liquidità favorevoli sia a un orientamento di politica monetaria adeguato”.

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