Ven 18 Gennaio 2019 — 01:27

Intesa Sanpaolo, sugli Npl la partita è aperta



Il ceo Messina frena sull’operazione: vendita solo se ci soddisfa. Ma le trattative proseguono

(Aggiornato dopo la chiusura di Borsa) –La partita sulla maxi cessione di Npl di Intesa Sanpaolo è più che mai aperta. Ma potrebbe anche chiudersi senza un vincitore. A metterlo in chiaro è stato lo stesso amministratore delegato Carlo Messina, affermando in sostanza che Intesa può anche fare a meno dell’attesissima operazione, la quale prevede la vendita della piattaforma di gestione degli Npl e di 10,8 miliardi di sofferenze lorde.

Le precisazioni di Messina si discostano dalle aspettative del mercato. Tuttavia la frenata era nell’aria, dopo che indiscrezioni avevano indicato qualche difficoltà a mandare in porto le trattative con il gruppo svedese Intrum iustitia. Il numero uno di Cà de Sass ha precisato che le trattative avvengono con più di un soggetto e che non c’è una scadenza il 31 marzo. Dunque la cessione potrebbe comunque avvenire, ma solo se il prezzo soddisfa il venditore.

In effetti le parole di Messina, intervenuto venerdì pomeriggio a margine di una Lectio Magistralis a Oxford (la celebre università britannica), confermano le prime indicazioni di Intesa Sanpaolo sull’operazione, risalenti ai primi di gennaio. In quell’occasione l’istituto aveva precisato che la vendita non avrebbe dovuto precludere la distribuzione di 3,4 miliardi di dividendi sul 2017. Tale politica distributiva è stata in sostanza confermata durante la presentazione del nuovo piano d’impresa, con un payout cash previsto all’85% per l’esercizio 2018, all’80% sul 2019, al 75% sul 2020 e al 70% sul 2021. Dunque Intesa men che meno può permettersi svendite sui crediti deteriorati, tanto più che finora aveva orgogliosamente privilegiato la gestione interna degli Npl.

“Se riusciamo a trovare l’accordo con un operatore per accelerare sui tassi di recupero crediti, soprattutto nell’unsercured, e per cedere il portafoglio a Bookvalue senza danni per i nostri soci, sarà un bene. Ma se non ci sono queste condizioni possiamo anche fare a meno di un accordo per cui non c’è nessuna scadenza”, ha detto Messina a Oxford.

Sul fronte degli Npl, la banca guidata da Carlo Messina prevede di dimezzare i propri crediti deteriorati nel 2021 a 26,4 miliardi al lordo delle rettifiche dai 52,1 miliardi nel 2017 e a 12,1 miliardi al netto delle rettifiche da 22,5 miliardi dello scorso anno. Il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti (gross Npe ratio) dovrebbe attestarsi al 6% nel 2021, al lordo delle rettifiche, ben al di sotto del 10% “tollerato” dalla Bce, e 2,9% al netto.

Sull’argomento nei mesi scorsi si sono registrate le proteste dei sindacati, contrari sia al passaggio in mani straniere di grandi quantitativi di Npl sia all’esternalizzazione da parte di Intesa Sanpaolo di attività e di dipendenti senza il rispetto dell’attuale contatto collettivo del credito.

In Borsa il titolo Intesa Sanpaolo segna oggi nel finale -0,97% a 2,92 euro in linea con il -1,24% del Ftse Mib.

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