Ven 27 Maggio 2022 — 14:19

Intesa Sanpaolo: saldo dividendo 2022 di 7,89 centesimi, nel piano cedole e buyback per oltre 22 miliardi



La banca ha alzato il velo sui risultati dell’esercizio 2021 e sugli obiettivi del nuovo Piano d’impresa che prevede un utile netto di 6,5 miliardi nel 2025

intesa sanpaolo assunzioni

Intesa Sanpaolo, saldo dividendo 2022 (a valere sull’esercizio 2021) per 1,5 miliardi. Lo ha reso noto oggi l’istituto guidato da Carlo Messina assieme ai risultati 2021 e al nuovo Piano d’Impresa 2022-2025 che peraltro mette sul piatto oltre 22 miliardi in cedole e buyback. In Borsa la reazione del titolo a questa mole di informazioni market-sensitive è volatile.

Intesa Sanpaolo, dividendo 2022

Intesa Sanpaolo ha comunicato una proposta di ritorno per gli azionisti di 4,9 miliardi. La proposta si compone di un saldo dividendo 2022 (a valere sul 2021) di 1,5 miliardi, da sommare a 1,4 miliardi distribuiti in novembre come acconto; e di un programma di buyback da 3,4 miliardi.

Il cda di Intesa Sanpaolo proporrà all’assemblea la distribuzione di 7,89 centesimi di euro per azione come saldo dividendi e, subordinatamente all’approvazione della Bce, un acquisto di azioni proprie da avviarsi nel 2022 e loro successivo annullamento. Le cedole avranno un valore complessivo di 2.931.791.814,36 euro che tenendo conto dell’acconto dividendi pagato lo scorso novembre pari a 1.4 miliardi circa, spiega una nota, porta alla proposta di distribuzione di 1.5 miliardi circa a saldo. Rapportando l’importo unitario al prezzo di riferimento dell’azione registrato lo scorso 3 febbraio, risulterebbe un rendimento (dividend yield) pari al 2,9%.

Inoltre Intesa Sanpaolo nel nuovo piano d’impresa prevede una distribuzione agli azionisti per il 2021-2025 di oltre 22 miliardi, di cui oltre 6,6 miliardi nel 2022, da dividendi cash con payout ratio al 70% in ciascun anno del Piano e da buyback di 3,4 miliardi nel 2022; ogni eventuale ulteriore distribuzione sarà valutata anno per anno a partire dal 2023.

Intesa Sanpaolo, risultati 2021

Venendo ai dati di bilancio 2021 Intesa Sanpaolo, la banca ha chiuso l’esercizio con un utile netto di 4,185 miliardi (+19,4%) di cui 179 milioni nel quarto trimestre dopo rettifiche su crediti per 1,2 miliardi. Il dato è comunque in linea con le attese degli analisti.

I ricavi 2021 si attestano a 20.786 milioni (+1,9%); interessi netti pari a 7,9 miliardi di euro, in diminuzione del 4,6% rispetto all’anno precedente; commissioni nette a 9,5 miliardi, in crescita del 9,3%. Costi operativi per 10.920 milioni (-1,1%).

Quanto agli Npl, Intesa registra ulteriore riduzione dal 2020 dei crediti deteriorati (-27%), che si portano al 3,2% dei crediti totali lordi. Non solo. La banca prevede di cedere Npl per 4,8 miliardi lordi nel 2022. L’impatto della vendita sarà sostenuto dagli 1,6 miliardi di rettifiche realizzati nel corso del 2021, di cui 1,2 nel solo quarto trimestre.

Sul fronte della solidità patrimoniale, il coefficiente Cet1 è al 15,2% deducendo i dividendi e al 14,2% considerando anche il buyback proposto.

Intesa Sanpaolo, piano industriale

Il piano punta a un utile 2025 di 6,5 miliardi, con un incremento medio annuo dell’11,8%. Il gruppo guidato dal ceo Carlo Messina prevede proventi operativi netti in aumento a 22,8 miliardi di euro nel 2025 (+2,3%), commissioni nette a 11,1 miliardi (+3,9%), con un ammontare di risparmio gestito in crescita di circa 100 miliardi a 574 miliardi (+4,9%). Il risultato dell’attività assicurativa punta a 1,9 miliardi nel 2025 (+3,3%), trainato dallo sviluppo del ramo danni con una crescita dei premi di 0,9 miliardi a 2,3 miliardi. Gli interessi netti sono previsti in crescita a 8,1 miliardi (+0,5%), con crediti alla clientela in crescita del 2% medio annuo, e con un’ulteriore crescita potenziale pari a circa un miliardo di euro per ogni 50 centesimi di punto di rialzo dei tassi di interesse di mercato.

Sul fronte della patrimonializzazione è previsto un Cet1 ratio fully phased-in superiore al 12% nel 2022-2025.

Intesa Sanpaolo prevede di effettuare 7,1 miliardi di investimenti nel periodo 2022-2025, di cui 5 per tecnologia e crescita, inclusi circa 650 milioni nella nuova Banca Digitale (battezzata Isybank) per creare una piattaforma più efficiente con cui conseguire un taglio strutturale dei costi operativi. In particolare è stimato un risparmio dei costi di circa 800 milioni annui a regime (2026-2027), di cui oltre 600 milioni già nel 2025.

Previsto il taglio di 1.500 filiali, di cui circa 450 chiuse già nel quarto trimestre 2021.

Zero Npl

Intesa Sanpaolo nel nuovo piano d’impresa prevede una significativa riduzione del profilo di rischio e taglio del costo del rischio. La banca punta a “zero Npl” e senza impatto dal calendar provisioning.

I crediti deteriorati dovrebbero essere ridotti nel 2025 a 9,3 miliardi al lordo delle rettifiche, da 15,2 miliardi nel 2021, e a 4,6 miliardi al netto, da 7,1 miliardi nel 2021; incidenza dei crediti deteriorati sui crediti totali in diminuzione nel 2025 all’1,6% al lordo delle rettifiche, dal 2,4% nel 2021, e allo 0,8% al netto, dall’ 1,2% nel 2021; rettifiche nette su crediti in calo a 1,9 miliardi di euro nel 2025 da 2,8 miliardi nel 2021. Previsto anche un costo del rischio in calo a circa 40 centesimi di punto nel 2022-2025 e a 38 nel 2025 da 59 centesimi di punto nel 2021 (-21 centesimi di punto).

“Il nuovo piano d’impresa ci trasporta nel futuro e crea la banca dei prossimi dieci anni”, ha commentato in conference il ceo Messina.

In Borsa dopo un buon avvio alle ore 10,25 le azioni Intesa Sanpaolo segnano -1,76% a 2,68 euro, in una seduta volatile anche per il Ftse Mib (-0,85%).

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