Intesa Sanpaolo, Piano d’impresa 2026-2029 per ora non entusiasma
Redazione FR
02-02-2026 — 11:19
Mercato cauto ma per il ceo Messina gli obiettivi saranno superati

Intesa Sanpaolo ha alzato il velo sul Piano d’Impresa 2026-2029. Il focus degli investitori come di consueto è sui dividendi, per una banca che da qualche anno ha uno dei suoi punti di forza proprio nella remunerazione degli azionisti.
Intesa Sanpaolo, ecco il nuovo Piano d’impresa
Il piano di Intesa al 2029 prevede in particolare un payout complessivo al 95%, di cui il 75% in dividendi cash, quota aumentata dal 70% del precedente piano industriale di Intesa, e il 20% in buyback. Nell’intero periodo 2025-2029 ai soci andranno circa 50 miliardi.
Il piano di impresa indica un utile netto oltre 11,5 miliardi nel 2029, con proventi operativi netti in crescita del 3% medio annuo a 30,7 miliardi e costi operativi in calo dello 0,5% medio annuo a 11,3 miliardi. L’istituto di credito guidato da Carlo Messina punta a ottenere un ritorno sul capitale del 22% e del 27% sul capitale tangibile, mantenendo un coefficiente Cet 1 sopra il 12,5% in ciascun anno del quadriennio 2026-2029. Nel 2026 Intesa Sanpaolo prevede di raggiungere un utile netto di circa 10 miliardi.
Intesa Sanpaolo, nuovi esuberi nel piano
Nel nuovo Piano d’Impresa al 2029 Intesa Sanpaolo sono previsti 5,1 miliardi di investimenti di cui 4,6 miliardi nella tecnologia. Inoltre l’istituto punta su una “accelerazione del ricambio generazionale senza impatti sociali”. La riduzione del personale di gruppo sarà di circa 6.100 unità entro il 2029 (dopo i 3.900 del 2025), con un risparmio di costi pari a circa 570 milioni a regime (stimato nel 2030). Le uscite complessive saranno 12.400, di cui circa 9.750 in Italia per “uscite volontarie incluso il turnover naturale” e circa 2.650 “uscite nette per turnover naturale nelle controllate internazionali”. Parallelamente, saranno effettuate “circa 6.300 assunzioni di giovani in Italia entro il 2030, di cui circa 2.300 come Global Advisor”.
Piano d’Impresa Intesa Sanpaolo, mercato e analisti cauti
La prima reazione del mercato ai target di Piano è stata negativa, con moderate vendite sul titolo, in linea peraltro con l’intonazione generale debole. Fra le reazioni dei broker, Citi conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 6,80 euro su Intesa Sanpaolo, commentando che i buyback annunciati sono stati superiori al consensus, mentre i target del piano sono in linea con le attese del mercato, pur se “non così ambiziosi come speravamo noi”.
“Credo che supereremo le aspettative del Piano” ha rassicurato il Messina, durante la conference con gli analisti. Quanto agli scenari M&A che si profilano fra i concorrenti, il manager si è detto tranquillo poiché la leadership di Intesa Sanpaolo sarebbe confermata.
Intesa Sanpaolo, risultati 2025
Intanto la banca ha archiviato il 2025 con un utile netto di 9,3 miliardi, in crescita del 7,6% rispetto all’esercizio precedente; nel solo quarto trimestre l’utile è salito del 15,6% a 1,7 miliardi a fronte degli 1,6 miliardi previsti dal consensus.
Nel 2025, i proventi operativi netti si sono attestati a 27,3 miliardi (+0,6%), con interessi netti per 15 miliardi (-5,9%) e commissioni netti per 10 miliardi (+6,3%). I costi operativi sono rimasti stabili a 11,5 miliardi (-0,6%), per un rapporto cost/income sceso al 42,2%. Sul 2025 Intesa pagherà ai soci dividendi complessivi per 6,5 miliardi, con un 3,3 miliardi di saldo dividendi (a cui si sommano i 3,2 di acconto già pagati) e 2,3 miliardi di buyback da avviare a luglio. Quanto infine alla solidità patrimoniale, il Cet è salito di 100 punti base nel 2025 pari al 13,9% ed è pari al 13,2% deducendo interamente dividendi e buyback.



