Ven 27 Maggio 2022 — 15:06

Intesa Sanpaolo e Bper, tornano le grandi pulizie di crediti deteriorati



La Ca’ de Sass al lavoro su una serie di operazioni. Modena a caccia di partner per la sua piattaforma di Npl e Utp

guber banca

Intesa Sanpaolo e Bper tornano a mettere nel mirino i crediti deteriorati. La Ca’ de Sass sarebbe al lavoro su una serie di operazioni. Modena va a caccia di un partner per la sua piattaforma di Npl e Utp (unlikely to pay o inadempienze probabili).

Intesa Sanpaolo studia maxi taglio Npl

I nuovi programmi di derisking arrivano peraltro in un momento di grande incertezza macro economica, fra uscita dalla pandemia e potenziali ripercussioni di guerra in Ucraina e sanzioni alla Russia. Nel caso di Intesa Sanpaolo comunque la riduzione dello stock di crediti deteriorati è uno degli obiettivi del piano industriale al 2025.

La pulizia di bilancio riguarda fino a 9,2 miliardi di euro di crediti deteriorati lordi. Secondo quanto anticipa il Sole 24 Ore, che cita “più fonti”, l’azione spazia dalla cartolarizzazione di sofferenze con Gacs alla cessione di prestiti in leasing e allo smobilizzo di inadempienze probabili.

Il target di piano prevede di abbattere lo stock di crediti deteriorati dai circa 19,7 miliardi lordi di fine 2021 (inclusi 4,5 già contabilizzati in attività in via di dismissione) a circa 9,3 a fine 2025, quando la banca conta di esibire un Npl ratio lordo dell’1,6% e dello 0,8% al netto degli accantonamenti.

Come primo intervento, secondo la ricostruzione di stampa, nei giorni scorsi l’istituto ha perfezionato una Gacs da 4 miliardi lordi di sofferenze. L’operazione, che è stata approvata dal cda nelle scorse settimane e denominata Organa, prevede la cartolarizzazione del portafoglio con l’acquisizione delle note junior e mezzanine da parte dei due fondi specializzati Crc e Bayview, che agiranno in tandem, mentre la tranche senior rimarrà in capo alla banca. Finint agisce nel ruolo di master servicer mentre Intrum Italy sarà lo special servicer.

Intesa Sanpaolo, crediti Utp e leasing

Il lavoro sui crediti è però destinato ad allargarsi ad altre aree di intervento nei prossimi trimestri. Il focus sarà rivolto in particolare allo stock di Utp, fronte su cui Intesa ha già in essere una partnership strategica con Prelios: l’intenzione, in questo caso, sarebbe di smaltire circa 3 miliardi lordi di crediti dubbi.

A questo si aggiunge poi un ulteriore tassello, costituito dalla cessione di altri 2 miliardi di crediti in leasing che si trovano in stato di sofferenza.

Sia sul versante degli Utp sia su quello del leasing, la banca avrebbe già iniziato ad esaminare i dossier e l’obiettivo rimane quello di chiudere il lavoro in arco di piano.

Bper, sul mercato piattaforma crediti deteriorati

Oltre a Intesa Sanpaolo, come detto, anche Bper è in vena di grandi pulizie, proprio mentre l’integrazione di Carige è alle battute finali e il nuovo piano industriale sarebbe in fase di ultimazione.

Secondo quanto scrive oggi MF-Milano Finanza, nelle prossime settimane il gruppo modenese guidato da Piero Montani potrebbe mettere sul mercato la piattaforma di gestione di sofferenze e unlikely to pay che oggi lavora su un portafoglio complessivo dal valore nominale di 2,9 miliardi. Del resto Bper è rimasta l’unica banca italiana di dimensioni medio-grandi a gestire internamente le posizioni problematiche.

Alla gara, tuttora da allestire, potrebbero partecipare Intrum, Gardant, Prelios e anche altri soggetti che negli ultimi anni hanno costruito rapporti di stretta collaborazione con i principali istituti di credito italiani. L’obiettivo sarebbe quello di individuare una soluzione entro l’autunno per arrivare a un closing entro fine anno.

In Borsa nel giorno della Fed alle ore 9,56 le azioni Intesa Sanpaolo segnano -0,13% a 1,9576 euro; Bper -0,72% a 1,583 euro.

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