Mar 25 Giugno 2019 — 22:34

Il referendum spiana la strada alla Bce



Analisti concordi: lo spread regge grazie alle attese sul meeting di giovedì, sempre più probabile una proroga del quantitative easing. Sui Btp “opportunità d’acquisto”

La bocciatura delle riforme costituzionali nel referendum di ieri apre la strada a un’estensione del quantitative easing da parte della Banca centrale europea. Uno scenario questo che vede concordi diversi analisti a soli tre giorni dall’atteso meeting di dicembre chiamato a discutere la proroga del piano di acquisto titoli da 80 miliardi mensili oltre marzo 2017.

E anche in vista della riunione, fissata per giovedì, i rendimento dei Btp sembrano reggere alle notizie delle ultime ore sul fronte politico italiano. In questo momento su piattaforma Bloomberg il rendimento del decennale si attesta al 2,02% in salita dal 1,90% di venerdì. tuttavia le vendite interessano tutti i bond governativi dell’area euro, con il Bund che schizza a sua volta di 8 punti base. Pertanto lo spread tra decennali italiani e tedeschi si allarga di pochi punti a 166 punti base dai 162 di venerdì.

“Non c’è un senso di “panico” sul mercato – commenta in una nota David Simner, Gestore di FF Euro Bond Fund e FF Euro Short Term Bond Fund di Fidelity International -. Mentre le dimissioni di Renzi possono essere una sorpresa, le probabilità di elezioni anticipate rimangono basse a questo punto. L’ipotesi più probabile è la nomina di un governo di transizione nei prossimi giorni”.

Per il mercato obbligazionario italiano, sottolinea il gestore di Fidelity, “la data chiave rimane la riunione della Bce di giovedì 8 dicembre, nella quale ci aspettiamo un’estensione del programma di QE di almeno altri sei mesi oltre marzo 2017. Il continuo sostegno della Bce ai titoli di Stato europei rende a nostro avviso improbabile un ampliamento significativo dello spread sui Btp, e una maggiore incertezza dei mercati sosterrà una posizione meno aggressiva da parte del Consiglio direttivo della Bce. Per questo, quindi, a nostro parere eventuali tensioni sui titoli di Stato periferici sarebbe dunque una opportunità di acquisto”.

Dello stesso parere gli strategist di Amundi, secondo cui un fattore che dovrebbe preservare i mercati da scossoni “è che la riunione della BCE
è prevista per il prossimo giovedì: è probabile che gli operatori sul mercato ne tengano
conto fino all’8 dicembre, quando la Bce potrebbe annunciare un’estensione del programma
di Quantitative Easing che vada al di là di marzo 2017”.

Inoltre secondo Amundi “l’economia italiana resta particolarmente debole nonostante i
tassi di interesse oltremodo bassi. La frammentazione finanziaria finora non ha favorito
l’economia italiana.

In questo contesto economico difficile, ci aspettiamo che la Bce adotti le misure necessarie
per mantenere i risultati positivi raggiunti negli ultimi anni attraverso il Quantitative Easing. In
altre parole, ci aspettiamo che la Bce faccia tutto il possibile per mantenere bassi i
rendimenti dei titoli di Stato all’interno della zona euro”.

Anche secondo Edmond de Rothschild Asset Management la Bce “intende assumere il suo ruolo di cane da guardia molto seriamente e adoperarsi per garantire la stabilità finanziaria in Europa. Questo probabilmente significa una proroga fino a settembre 2017 del programma di acquisto di asset in essere, in quanto è ancora troppo presto per fermare la politica monetaria accomodante. Le banche centrali non sono ancora soddisfatte dell’inflazione attuale e delle aspettative inflazionistiche. L’estensione del quantitative easing dovrebbe garantire un supporto ai titoli finanziari”.

Azad Zangana, Senior European Economist & Strategist di Schroders, osserva come “dati gli eventi italiani” il QE della Bce sia diventato “più importante che mai. Sebbene non sia stato progettato per salvare governi, se la Bce dovesse annunciare una riduzione dell’ammontare acquistato, o la vera e propria fine del QE, gli investitori potrebbero entrare in modalità panico e liquidare le loro posizioni sui titoli di Stato italiani. Ciò potrebbe scatenare una più ampia crisi nei mercati finanziari, mettendo in dubbio la solvibilità del Governo italiano e il fragile sistema bancario”. Per questo “il presidente della Bce, Mario Draghi, sarà fortemente sotto pressione affinché mantenga in vita il QE per il momento”.

Per Patrice Gautry – Chief Economist di Union Bancaire Privée (UBP) “la Bce è preparata per immettere liquidità se necessario e dovrebbe stare attenta a evitare qualunque frammentazione o effetto contagio sui mercati obbligazionari, utilizzando il suo programma di QE o i TLTRO. La liquidità dovrebbe impedire qualunque rischio sistemico”, anche se “la politica interferirà con il processo previsto di ricapitalizzazione delle banche”.

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