Mar 25 Giugno 2019 — 22:32

Goldman promuove Enel a pieni voti



Alzati giudizio e target price, il titolo entra in Conviction List. Bene anche A2A, Snam e Terna

Gli analisti di Goldman Sachs hanno promosso Enel a pieni voti, alzando raccomandazione e prezzo obiettivo e inserendo il titolo nella propria Conviction list.

L’upgrade è arrivato oggi in un lungo report che si sofferma sulla transizione verso un’economia a basso impatto di carbonio (low carbon economy), che per le utilities potrebbe tradursi in un “super ciclo” degli investimenti (Capex) “fino a oltre 700 miliardi nei prossimi dieci anni”.

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Goldman Sachs ha alzato il rating di Enel da neutral a buy, con un prezzo obiettivo che sale a 5,3 euro da 3,8 euro per azione. Il titolo è una Top Pick come Iberdrola, ma a differenza del suo concorrente spagnolo entra nella Conviction List della banca d’affari.

Fra le utilities italiane, anche A2A vede assegnarsi il buy, con target price che passa a 1,47 da 1,37 euro per azione. Aumentati inoltre i prezzo obiettivo di Snam (neutral) da 5,40 a 5,50 euro e di Terna (neutral) da 4,95 s 5,25 euro per azione (VEDI TABELLA SOPRA).

“Ci aspettiamo che Enel – scrivono fra l’altro gli analisti di Goldman – beneficerà di una graduale accelerazione degli investimenti per digitalizzare la sua
rete di distribuzione e accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili.
Questo, accoppiato con pianificata
riduzione dei costi e costi di rifinanziamento più convenienti, dovrebbe sostenere un ritorno alla crescita. Dopo otto anni
di utili in declino e revisioni del consensus Bloomberg al ribasso, stimiamo una crescita media dell’utile per azione pari al 6% nel 2016-21. Questa progressione degli utli (non intercettata dal consenso) approfondirebbe la
sconto rispetto al settore (a circa il 30% sul P/E entro il 2018)”.

Il prossimo 22 novembre, nell’aggiornamento del piano d’impresa, “Enel potrebbe aumentare la sua guidance sull’utile netto 2018-20” e “ciò potrebbe portare a maggiori dividendi rispetto a quanto
attualmente previsto dal consenso. Dopo otto anni di revisioni negative, questo sarebbe
preso positivamente”.
Enel “continua a scambiare su multipli di ‘crisi’ come se dovesse scontare sfide profonde e strutturali.
A nostro avviso questo non è appropriato”.

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