Mar 07 Luglio 2020 — 13:34

Generali “salva” Cattolica e la trasforma in spa



Partnership articolata prevede la sottoscrizione di 300 milioni dell’aumento di capitale a 5,50 euro, ma anche il superamento della forma cooperativa

cattolica ivass

Risiko a sorpresa nelle assicurazioni italiane e più precisamente fra due big basate nel Nord est. Una nota congiunta diffusa nel cuore della notte ha informato che Generali entrerà nel capitale di Cattolica con una quota del 24,4% mediante un aumento riservato di 300 milioni di euro. Una vera svolta per Cattolica, che supererà le difficoltà emerse sul fronte patrimoniale con l’emergenza Covid, ma soprattutto sarà trasformata in spa, entro il 2021, secondo quanto prevede una delle condizioni dell’operazione. Non mancheranno ripercussioni sulla governance.

Generali entra in Cattolica

In aggiunta, la compagnia veronese lancerà un aumento di capitale fino a 200 milioni di euro, che Generali avrà la possibilità di sottoscrivere pro-quota.

L’aumento riservato alle Assicurazioni Generali da 300 milioni di euro avverrà a 5,55 euro per azione, prezzo che si confronta con una chiusura ieri a 3,61 euro, ragion per cui il titolo oggi vola.

Il titolo scambiava nello scorso novembre sopra i 7 euro, prima di cominciare la sua discesa in concomitanza con la defenestrazione del ceo Alberto Minali, recentemente estromesso anche dal cda.

Proprio Minali, entrato in rotta di collisione con il presidente Paolo Bedoni, era stato accusato fra l’altro di tramare per la trasformazione in spa e il superamento della forma cooperativa. Ciò che adesso si andrà effettivamente a realizzare. Per il presidente Bedoni gli accordi hanno “l’obiettivo di preservare la centralità del territorio, dei clienti e dei dipendenti”, offrendo “una importante opportunità di creazione di valore per i soci e azionisti”. Fra questi come è noto anche il miliardario americano Warren Buffett.

Tre pilastri dell’accordo

Più in dettaglio, la partnership strategica tra Generali e Cattolica Assicurazioni si articola in tre mosse.

Il progetto si basa innanzitutto su “accordi industriali e commerciali in grado di generare opportunità e benefici diretti immediati per i due gruppi su quattro aree strategiche di business: asset management, internet of things, salute e riassicurazione”.

In secondo luogo su un aumento di capitale, con l’impegno di Generali a sottoscriverne, con esclusione del diritto d’opzione, una prima tranche da 300 milioni di euro al prezzo di 5,55 euro per azione “subordinatamente all’approvazione della trasformazione in spa e a talune modifiche statutarie relative alla governance di Cattolica”.

Generali azionista rilevante

Generali diventerà così azionista rilevante di Cattolica col 24,4% (calcolato scomputando le azioni proprie) e avrà facoltà di sottoscrivere pro quota il successivo aumento per massimo 200 milioni offerto in opzione a tutti gli azionisti.

Infine la joint venture prevede un cambio di passo sulla forma giuridica e sulla governance con la trasformazione di Cattolica da cooperativa a società per azioni:  al proposito è previsto che il cda di Cattolica convochi l’assemblea straordinaria, da tenersi entro il 31 luglio, per approvare questo passaggio, che scatterà dal primo aprile 2021.

Dal punto di vista antitrust, gli analisti ricordano che in base agli ultimi dati disponibili nel 2018 Cattolica era l’ottavo operatore sul mercato italiano con una quota del 3,9% e Generali il primo con una quota del 15,9%.

In Borsa le azioni Cattolica Assicurazioni spiccano il volo: alle ore 9,49 il titolo balza del +33,07% a 4,804 euro; Generali -1,17% a 13,11 euro in linea con il Ftse Mib.

eni rettifiche 07-07-2020 — 11:59

Eni, la Borsa snobba le maxi rettifiche Covid

Al momento il gruppo guidato da Claudio Descalzi per effetto del nuovo scenario prezzi stima rettifiche per circa 3,5 miliardi post-tasse

continua la lettura