Ven 27 Maggio 2022 — 14:10

Generali, dividendo 2022 ammonta a 1,07 euro



Risultati migliori delle attese, svelata anche la lista del cda

del vecchio caltagirone generali

Generali archivia il 2021 con un risultato operativo record e il cda propone di remunerare gli azionisti con un dividendo di 1,07 euro, peraltro in linea con le previsioni.

Generali, dividendo 2022

Il dividendo Generali a valere sull’esercizio 2021 si confronta con la cedola di 1,47 euro dell’esercizio precedente, che era tuttavia composta da due tranche: una da 1,01 euro e l’altra da 0,46 euro relativa alla cedola non distribuita sul 2019 per l’emergenza Covid.

Generali precisa che il dividendo 2022 sarà proposto all’assemblea del prossimo 29 aprile. Data di pagamento 25 maggio 2022, stacco il 23 maggio e record date ossia data di legittimazione a percepire il dividendo fissata per il 24 maggio 2022.

La proposta di dividendo comporta un’erogazione massima complessiva di 1.691 milioni.

Generali risultati 2021

Le Assicurazioni Generali hanno chiuso il bilancio 2021 con un risultato operativo record di 5,9 miliardi (+12,4%), utile netto a 2,847 miliardi (+63%), premi a 75,8 miliardi (+6,4%); la proposta di dividendo è appunto pari a 1,07 euro per azione (per un monte cedole di 1,69 miliardi).

Il consensus raccolto dalla compagnia stimava fra l’altro un utile netto 2021 di 2,81 miliardi, utile operativo a 5,69 miliardi e premi lordi a 73,6 miliardi, dividendo di 1,07 euro per azione.

Il combined ratio si attesta al 90,8% (+1,7 punti percentuale). Quanto alla Solvency, raggiunge il 227% (era al 224% a fine 2020); e venerdì scorso si collocava oltre il 230%, nonostante la situazione volatile sui mercati, secondo quanto ha precisato in conference call il cfo Cristiano Borean. Il direttore finanziario ha inoltre spiegato che nel quarto trimestre l’indicatore era calato di 7 punti scontando l’Opa su Cattolica.

Lista del cda

In vista del rinnovo dei vertici all’assemblea Generali del 29 aprile il board di Trieste ha inoltre approvato la lista del cda da proporre all’assise, insieme alla conferma di 13 componenti. Si attendono ora i nomi della lista Caltagirone.

Nella lista del cda di 13 nomi ci sono Andrea Sironi indicato come presidente, Clemente Rebecchini, Philippe Donnet indicato come amministratore delegato, Diva Moriani, indipendente, Luisa Torchia, Alessia Falsarone, Lorenzo Pellicioli, Clara Furse, nuova candidata al pari di Umberto Malesci, Antonella Mei-Pochtler, e tre altri nuovi candidati Marco Giorgino, Sabine Azancot e Monica De Virgiliis.

Generali in Russia

Generali ha una esposizione nell’area interessata dagli effetti della guerra in Ucraina pari allo 0,1% degli asset totali del gruppo. “Abbiamo esposizioni a livello di general account a fine 2021 di 683 milioni: è il combinato dei 384 milioni di Ingosstrakh a valore di mercato, di esposizioni dirette su strumenti di tipo obbligazionario principalmente russi e marginalmente ucraini per 188 milioni di euro e investimenti indiretti per 111 milioni”, ha spiegato il cfo Borean. “Abbiamo anche componenti di unit linked il cui rischio è sopportato dagli assicurati per 117 milioni e a fine anno avevamo 530 milioni di asset under management, quindi di terzi, nei diversi fondi gestiti dal gruppo”, ha aggiunto segnalando poi che “tutta la compente assicurativa è marginale perché i premi sottoscritti in quelle regioni nel 2021 sono di 14 milioni di euro e Europe Assistance ha 9 milioni di revenue nella regione russa”.

Quanto al 38,5% della compagnia russa Ingosstrakh, il ceo di Generali Philippe Donnet ha sottolineato che con l’uscita dei consiglieri del Leone da cda della partecipata “non abbiamo nessuna influenza sulla gestione”, mentre Borean ha detto che “col solo movimento del rublo osservato in questi giorni siamo già sotto quel valore di trigger, ossia di potenziale svalutazione di 231 milioni, al netto della valutazione, essendo una non quotata, del valore da fare nel primo trimestre. A maggio andremo a vedere quale sarà l’ulteriore evoluzione”.

In Borsa alle ore 10,34 Generali tratta sulla parità con le azioni invariate a 17,645 euro, mentre il Ftse Mib cede circa il 2%.

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