Dom 26 Settembre 2021 — 02:13

Fusione Unicredit Mps ai tempi supplementari, nel ramo filiali e crediti senza rischi



Ora entrerà nel vivo il negoziato vero e proprio. La base saranno gli esiti di un’attenta due diligence

unicredit raccomandazione

La potenziale fusione tra Unicredit e Mps entra nela fase decisiva dei tempi supplementari. La due diligence di una quarantina di giorni ha dato i suoi frutti, mentre si attende solo l’ufficialità di una proroga dell’esclusiva da parte dal Tesoro. Fra l’altro incombe la data delle elezioni suppletive a Siena (3 ottobre).

Fusione Unicredit Mps, proroga trattative

Ora entrerà nel vivo il negoziato vero e proprio. La base saranno gli esiti della due diligence, che ovviamente confermano l’interesse dichiarato fin da subito da Unicredit per un’acquisizione senza rischi.

Attualmente il Mef ha il 64% della banca senese (e dovrebbe ritrovarsi con una quota per cui sono allo studio forme di “sterilizzazione”).

Particolare importanza viene attribuita al ruolo del Mediocredito Centrale (Mcc), che dovrebbe rilevare le filiali del Sud e per questo è stata ammessa di recente in data room.

L’altra società pubblica chiamata a fare la sua parte è Amco, la controllata del Mef specializzata nei non performing loans (Npl).

Mps, crediti e rischi legali

Viene infatti confermato dai vari rumors che una delle maggiori criticità del Monte dei Paschi riguarda i crediti: oltre ai deteriorati, una quindicina di miliardi di crediti Mps stage 2 e cioè a rischio.

Altro nodo da sciogliere sono i rischi legali con un contenzioso di 6,2 miliardi che dovrà restare fuori dal perimetro destinato alla banca guidata da Andrea Orcel.

Unicredit è concentrata invece sulle filiali del Nord e del Centro Italia e sulla banca online Widiba. A rischio sovrapposizione il Consorzio Operativo, che gestisce le attività informatiche, Mps Capital Services, Mps Leasing e Factoring e Monte Paschi Fiduciaria.

Lavoratori e sindacati attendono notizie a fronte dei 6.000 esuberi stimati nell’operazione.

Fusione Unicredit Mps o scorporo?

Intanto oggi il quotidiano La Repubblica ha scritto che più che una fusione, si profila “uno scorporo di attività; in pratica l’acquisizione di un ramo aziendale che comprenda una cinquantina di miliardi di euro di attivi su 90 totali, e circa 1.100 dei 1.400 sportelli targati Mps”.

Oltre agli Npl per circa 4 miliardi e ai 15 miliardi di Stage 2, Unicredit secondo la ricostruzione di stampa “sarebbe poco interessata a un’altra dozzina di miliardi di finanziamenti senesi, perché in capo alle filiali del Sud neglette, o perché vanno a soggetti o ambiti su cui il compratore non vuole o non può crescere”.

Anche il marchio non rientra nei piani di Unicredit, mentre viene evocato il rischio di “forme soft di liquidazione” per tutti quegli asset che non potessero essere rilevati da Unicredit, Mcc o Amco. “Uno scenario che il Tesoro e il governo vorrebbero evitare”.

Intanto oggi in Borsa alle ore 11,22 le azioni Unicredit segnano +1,05% a 11 euro; per B.Mps invece seduta incolore con un -0,04% a 1,1185 euro.

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