Finanzareport.it | Fusione Unicredit Banco Bpm, tornano i rumors (per ora smentiti) - FinanzaReport News

Mer 24 Aprile 2024 — 17:53

Fusione Unicredit Banco Bpm, tornano i rumors (per ora smentiti)



L’operazione secondo le voci di mercato sarebbe resa più appetibile dai concambi. Fra le incognite la risposta di Piazza Meda, la reazione del governo che deve cedere Mps e la presenza di Crédit Agricole nel capitale di Piazza Meda

fusione Unicredit banco bpm

Tornano i rumors su una potenziale fusione Unicredit Banco Bpm. Suggestioni, rilanciate dalla stampa che riporta voci di mercato.

A giustificare i ragionamenti secondo Milano Finanza è il rally del titolo a Piazza Affari, il cui valore è raddoppiato negli ultimi mesi (contro il +42% dell’indice di settore, in un contesto di recupero per le banche, grazie essenzialmente al rialzo dei tassi d’interesse) e renderebbe maggiormente plausibile un’operazione straordinaria, in termini di concambi.

E’ altrettanto vero che le azioni Unicredit sono state premiate dagli investitori soprattutto per le strategie di Andrea Orcel che hanno puntato sulla remunerazione degli azionisti con un “tesoretto” in termini di dividendi e buyback che è cresciuto fino a 5,25 miliardi nel 2023, mentre il capitolo M&A (fusioni/acquisizioni) è rimasto ampiamente sullo sfondo.

Secondo quanto scrive il giornale però “le suggestione si sono infittite nella City milanese e quella che trova maggior credito fra analisti e banchieri d’affari punta a un ritorno di Unicredit sul dossier Banco Bpm”.

Va detto che a febbraio 2022 la fusione Unicredit Banco Bpm sarebbe sfumata per un soffio a causa di una fuga di notizie che, secondo alcune ipotesi, fu propiziata da fonti del Tesoro, per “vendicare” il gran rifiuto di Orcel (dopo un’accurata due diligence) a rilevare Mps, di cui il Mef ha il 64%.

Sta di fatto che all’epoca un’azione Unicredit valeva 4,2 azioni Banco Bpm mentre oggi il rapporto è di uno a 5,1 e risulta quindi più favorevole per un’operazione carta contro carta simile a quella ideata da Intesa Sanpaolo su Ubi Banca.

L’operazione avrebbe senso in quanto consentirebbe a Piazza Gae Aulenti di rafforzarsi in una regione chiave come la Lombardia raddoppiando gli sportelli. Inoltre sarebbe coerente con il rilancio delle attività italiane di Unicredit. La fusione Unicredit Banco Bpm, prosegue la ricostruzione di stampa, otterrebbe l’appoggio di soci come le Fondazioni (Crt, Cariverona) e la famiglia Del Vecchio. Inoltre Crt è presente anche tra i soci di Piazza Meda. L’ex Unicredit Fabrizio Palenzona  ha appena ufficializzato la sua candidatura alla guida di Crt, e si ritiene che potrebbe giocare un ruolo importante nella partita. Vengono infine citati i buoni rapporti tra Orcel e il presidente di Banco Bpm, Massimo Tononi.

Allo stesso tempo, il potenziale matrimonio non sarebbe però gradito al ceo di Piazza Meda, Giuseppe Castagna, nonostante potrebbe essergli offerto il ruolo di direttore generale e plenipotenziario per l’Italia, nel soggetto derivante dalla fusione.

Altro potenziale ostacolo, sempre sulla sponda Banco Bpm, la presenza di un nuovo socio come Crédit Agricole, che detiene oltre il 9% di Piazza Meda, di cui è divenuto partner nella bancassurance, oltre che nel credito al consumo. Per non parlare del pressing da parte del governo per dare vita a un “terzo polo” che includa il Monte dei Paschi di Siena oggi controllato dal Mef.

In ogni caso secondo fonti di Unicredit, secondo quanto ammette lo stesso giornale, hanno tuttavia smentito che ci siano progetti concreti sul tavolo.

La Borsa guarda comunque con interesse a eventuali sviluppi: alle ore 9,31 le azioni Banco Bpm segnano +2,54% a 3,922 euro e le Unicredit +0,77% a 19,52 euro in un comparto bancario ancora brillante dopo i risultati trimestrali delle big americane.

sanlorenzo borsa 24-04-2024 — 03:44

Raccomandazioni dei broker del 24 aprile 2024

Anche oggi diversi titoli di società italiane finiscono sotto la lente delle banche d’affari

continua la lettura
Telegram Finanza Report