Mer 02 Dicembre 2020 — 17:03

Fusione Bper Banco Bpm, per Unipol si può fare



Carlo Cimbri, numero uno del gruppo primo azionista della banca modenese, apre a un’aggregazione. Castagna risponde: valutiamo con piacere. Il nuovo soggetto avrebbe 300 miliardi di attivi e sarebbe radicato al nord

UNIPOL CIMBRI

Carlo Cimbri ha gettato il sasso: per l’ad di Unipol una fusione Bper Banco Bpm è un’ipotesi da “approfondire con grande attenzione”. E il ceo di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, si è detto a sua volta disponibile. Il gruppo assicurativo è primo azionista di Bper con il 20%. Cimbri ne ha parlato in un’intervista al Sole 24 Ore, mentre Castagna ha risposto a stretto giro con una dichiarazione all’Ansa.

Fusione Bper Banco Bpm, in campo Cimbri (Unipol)

Bper è attualmente impegnata nell’integrazione del ramo di circa 500 filiali ex Ubi rilevate da Intesa Sanpaolo, come ammette lo stesso Cimbri. La banca è stata comunque accostata a possibili nuove operazioni, ma una delle ipotesi principali era un matrimonio tra Bper e Popolare Sondrio (dove pure è presente Unipol). Oppure una successiva aggregazione a un eventuale polo Unicredit Banco Bpm.

D’altro canto Banco Bpm avrebbe avviato contatti con Crédit Agricole, ma recentemente su questo dossier si è parlato di una pausa di riflessione.

Ora le parole di Carlo Cimbri potrebbero scompigliare le carte. L’ipotesi di fusione Bper Banco Bpm per il manager del gruppo assicurativo è “affascinante” e Bper sarebbe pronta ad approfondirla “con grande attenzione” e i soci ad assecondarla se il progetto “creasse valore e fosse coerente con gli interessi degli azionisti”, ha detto il ceo di Unipol.

Da Bper e Banco Bpm banca del nord con 300 miliardi di attivi

In tema M&A Bper “oggi ha un programma definito ed è impegnata nell’acquisizione delle filiali Ubi a completamento dell’operazione avviata lo scorso febbraio. Certo l’idea di creazione del terzo gruppo bancario italiano attraverso l’aggregazione tra Banco Bpm e Bper è affascinante sia sotto il profilo industriale sia perchè si tratterebbe di un grande progetto italiano”, ha detto Cimbri.

Infatti “verrebbe a consolidarsi il settore bancario con un gruppo da 300 miliardi di attivi, prevalentemente nel nord Italia, con quote di mercato importanti nelle regioni più produttive del paese ed economie di scala estremamente rilevanti”.

E ancora: “I media riportano che in questo periodo Banco Bpm sta definendo le proprie strategie. Qualora dimostrasse prioritario interesse verso questa ipotesi penso che Bper non potrebbe che approfondirla con grande attenzione” in quanto “un progetto, che creasse valore e fosse coerente con gli interessi degli azionisti, raccoglierebbe il consenso degli stessi e del mercato”.

Analisti: operazione sensata

La risposta di Castagna non si è fatta attendere. “Come più volte dichiarato, la banca è interessata a esplorare operazioni di aggregazione con una forte valenza industriale volte a creare valore per gli azionisti. In tale ottica, accogliamo con piacere le dichiarazioni del dott. Cimbri, ceo di Unipol, primo azionista di Bper, in relazione a una possibile operazione di consolidamento”.

Gli analisti parlano di operazione sensata. Secondo gli esperti di Equita, la combinazione funzionerebbe “data la complementarietà delle reti distributive delle due banche e dei modelli di business” con la nuova entità che avrebbe un Cet1 pro forma del 12,9%, un buffer Srep di 450 punti base e un Npe ratio del 9,4%.

Secondo le stime del broker, il nuovo gruppo  assorbirebbe costi di ristrutturazione per circa 1,7 miliardi e produrrebbe sinergie per 297 milionì a regime. Unipol, nel caso di una fusione alla pari, rimarrebbe il primo azionista con una quota intorno all’8% m, Fondazione Banco di Sardegna secondo al 4%.

E la Borsa reagisce positivamente: alle ore 14,50 le azioni Bper segnano +3,61% a 1,477 euro, Banco Bpm +3,31% a 1,9325 euro, Unipol +3,63% a 3,996 euro, con il Ftse Mib in progresso di circa mezzo punto percentuale.

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