Lun 25 Maggio 2020 — 17:35

Fca senza freni in Borsa: ok a negoziati per fusione con Peugeot, maxi dividendo



Via libera dai rispettivi board alle discussioni per arrivare “nelle prossime settimane” a una storica aggregazione. Cda di 11 membri di cui 5 targati Psa più il ceo Tavares, mentre Elkann sarà presidente

fca peugeot

(Aggiornato alle ore 13,20) – Via libera dai cda di Fiat Chrysler e Psa alle discussioni per arrivare “nelle prossime settimane” a una storica fusione. Fca, prima di procedere all’aggregazione con Peugeot, staccherà un maxi dividendo speciale di 5,5 miliardi. intanto nel terzo trimestre il gruppo riporta una perdita netta.

Fca-Peugeot, previsto maxi dividendo

L’annuncio ufficiale è arrivato all’alba di oggi, messo a punto dopo che entrambi i board “hanno concordato all’unanimità di lavorare a una piena aggregazione dei rispettivi business tramite una fusione paritetica 50 e 50”.

Viene dato pertanto mandato “ai rispettivi team di portare a termine le discussioni per raggiungere nelle prossime settimane un memorandum of understanding vincolante”.

Prima del perfezionamento dell’operazione, “Fca distribuirà ai propri azionisti un dividendo speciale di 5,5 miliardi di euro, nonché la propria partecipazione in Comau”.

Un cda di 11 membri, Elkann presidente

I dettagli ricalcano in parte le indiscrezioni già apprezzate ieri da mercato e analisti.

Per quanto riguarda la governance, nel cda di 11 membri Psa avrà 5 posti, più l’attuale ad Tavares in qualità di ceo, mentre a Fiat Chrysler spetterebbero gli altri 5 consiglieri (Elkann presidente).

L’operazione verrebbe effettuata in forma di fusione sotto una capogruppo olandese, che sarà quotata su Euronext (Parigi), Borsa Italiana (Milano) e al New York Stock Exchange, e continuerebbe a mantenere una importante presenza nelle attuali sedi operative centrali in Francia, Italia e negli Stati Uniti.

Un periodo di standstill di sette anni a partire dal perfezionamento della fusione troverebbe applicazione in relazione alle partecipazioni azionarie di Exor, Bpifrance Participations (la Cdp francese), Dongfeng e famiglia Peugeot.

Inoltre Exor, Bpifrance Participations e la famiglia Peugeot sarebbero soggetti ad un periodo di lock-up di tre anni in relazione alle rispettive partecipazioni. Unica eccezione, alla famiglia Peugeot sarebbe concesso di aumentare del 2,5% la propria partecipazione nella società risultante dalla fusione nei primi tre anni successivi al closing, esclusivamente acquisendo azioni da Bpifrance Participations e Dongfeng.

Fca e Psa stimano sinergie per 3,7 miliardi

L’aggregazione proposta creerebbe il quarto costruttore automobilistico al mondo in termini di unità vendute (8,7 milioni di veicoli), con ricavi congiunti di quasi 170 miliardi di euro e un utile operativo corrente di oltre 11 miliardi, sulla base dei risultati combinati del 2018 ed escludendo Magneti Marelli e Faurecia (che sarà oggetto di spin-off).

La creazione di valore risultante dall’operazione è stimata in circa 3,7 miliardi di euro in sinergie annuali a breve termine. “Tali sinergie deriverebbero principalmente da una più efficace allocazione delle risorse per gli investimenti di larga scala in piattaforme veicoli, sistemi di propulsione e tecnologie e dalla maggiore capacità di acquisto insita nella nuova dimensione del gruppo risultante dalla fusione”.

Le stime di sinergie “non si basano su alcuna chiusura di stabilimenti”.

Si prevede che l’80% dei risparmi sia raggiunto dopo 4 anni. Il costo una tantum per raggiungere tali sinergie è stimato in 2,8 miliardi di euro.

Una scuderia di 15 marchi

I due gruppi hanno attualmente una collaborazione per i veicoli commerciali alla Sevel in Abruzzo fino al 2023.

Il nuovo gruppo che nascerà dalla fusione di Fca e Psa, se si raggiungerà l’accordo, sarà il quarto costruttore al mondo dopo Gm, Volkswagen e l’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi.

Psa e Fca potranno schierare una scuderia di 15 marchi. Da parte di Fca, in particolare: Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Dodge, Fiat, Fiat Professional, Jeep, Lancia, Ram e Maserati. Dai francesi: Peugeot, Citroen, Ds Automobiles, Opel e Vauxhall.

Fca, trimestrale in perdita ma Ebit record

Il clamore suscitato dalle ultime news ha relegato ovviamente in secondo piano l’attesa per i risultati del terzo trimestre, usciti poi a metà giornata. Fca ha segnato una perdita netta di 179 milioni di euro, ma anche un risultato operativo (Ebit) adjusted record a 2 miliardi di euro sia per il gruppo sia per il Nord America, con margini record del 7,2% e del 10,6% rispettivamente.

La perdita si deve principalmente a svalutazioni per 1,4 miliardi. L’utile netto adjusted, senza le svalutazioni, ammonta a 1,262 miliardi. I ricavi netti nel periodo sono stati in calo dell’1% a 27,322 miliardi di euro, abbastanza in linea con le attese del mercato.

Fca conferma inoltre i target del 2019: ebit adjusted superiore a 6,7 miliardi di euro e free cash flow industriale a più di 1,5 miliardi, più basso rispetto al 2018.

La reazione della Borsa non è univoca oggi per le due società. A Milano le azioni Fca proseguono il rally di ieri e alle ore 13,18 segnano +8,27% a 13,934 euro; a Parigi il titolo Peugeot precipita con un -13%.

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