Gio 16 Luglio 2020 — 20:03

Fallimento Bio-on, azionisti studiano le prossime mosse



Nuova doccia fredda per i risparmiatori, dal punto di vista legale tanti i fronti aperti

bio-on azionisti

Nuova doccia fredda, per quanto attesa, sugli azionisti di Bio-on, dopo che il Tribunale di Bologna ha dichiarato il fallimento del gruppo delle bio-plastiche finito al centro di una bufera giudiziaria, venerdì scorso con sentenza 137/19, disponendo al tempo stesso l’esercizio provvisorio “per evitare che venga dissolta l’organizzazione produttiva nelle sue componenti di occupazione, tecnologiche e di avviamento”.

Bio-on, azionisti di minoranza studiano le prossime mosse

Giudice delegato a Bologna è stato nominato Fabio Florini e curatori fallimentari Antonio Gaiani e Luca Mandrioli, già amministratore giudiziario di Bio-on. Alcune informazioni ai risparmiatori, che si stanno ulteriormente informando su come intentare causa e o partecipare a una class action, sono state già fornite dall’Associazione Presidium Consumatori Bologna, uno dei vari sodalizi in campo per la tutela dei piccoli azionisti.

“Rispetto alle azioni intraprese dalla nostra associazione – spiega l’avvocato Giampiero Falzone, Coordinatore della Consulta Legale di Presidium Consumatori Bologna – non cambia nulla, anche perché ci siamo subito mossi contro terzi soggetti rispetto alla società, che riteniamo potenzialmente responsabili dal punto di vista civilistico del danno sofferto dai risparmiatori”.

“Queste azioni – aggiunge il legale – continuano normalmente. In questa fase continuiamo a far valere i diritti dei piccoli azionisti anzitutto tramite atti di diffida e messa in mora nei confronti di diversi soggetti che sembrano coinvolti nella vicenda con maggiori responsabilità. Ci si riferisce all’advisor, alle società di certificazione del bilancio, agli amministratori, al collegio sindacale, allo specialist e nomad. Fino anche nei confronti, in alcuni casi, degli Intermediari Finanziari per eventuali responsabilità, da accertare caso per caso, nella negoziazioni dei titoli azionari”.

Bio-on, si può fare insinuazione al passivo?

L’Associazione Presidium, per il tramite della propria Consulta Legale e degli Avvocati della rete legale Axiis con cui collabora, alla luce degli ultimi eventi che hanno portato al fallimento di Bio-on, ritiene intanto necessaria una precisazione, per opportuna conoscenza degli azionisti, in merito all’insinuazione al passivo, da presentarsi entro il 16 marzo 2020.

“Va chiarito – spiega ancora Falzone – che l’insinuazione al passivo degli azionisti presenta profili di indubbia complessità ma non risulta impossibile e l’Associazione, come fatto in altri casi, è già pronta a valutare le condizioni alle quali la suddetta insinuazione potrà essere praticata per i propri associati”.

Per quanto riguarda il procedimento penale in corso, l’Associazione precisa che naturalmente laddove l’indagine dovesse concludersi con il rinvio a giudizio vi sarà il supporto per la costituzione di parte civile degli azionisti Bio-on, “ma in questa fase specifica di ritenere molto importante, ora più che mai anche alla luce del dichiarato fallimento, anche per evitare future eccezioni di prescrizione e/o decadenza, non soffermarsi solo sul penale ma anche nell’ambito civilistico avviando interlocuzioni con i soggetti che potrebbero rispondere per responsabilità contrattuale o extracontrattuale”.

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