Mar 19 Marzo 2019 — 16:41

Etf Securities, i flussi sulle materie prime



Caccia ai profitti sul petrolio e sul platino, primi deflussi dall’oro, il rame continua a scontare il sentiment negativo

Di seguito il commento settimanale di ETF Securities relativo ai flussi sulle commodity.

Flussi contrastanti dopo un ulteriore calo dei prezzi

Il calo dei prezzi ha determinato afflussi legati alla ricerca di affari verso il petrolio e i metalli del gruppo del platino e ha messo alla prova la pazienza degli investitori verso l’oro e il rame.
La continua debolezza dei prezzi del petrolio potrebbe apportare ulteriore pressione alle compagnie petrolifere e del settore del gas per ulteriori tagli alla produzione e alla spesa, che sono di buon auspicio per un riequilibrio del mercato globale del petrolio il prossimo anno.
La pressione sui metalli preziosi durerà fino al meeting della Fed a metà dicembre. Il tipico atteggiamento “buy on the rumour, sell on the news” degli investitori potrebbe favorire il metallo dopo che la Fed avrà preso la sua decisione.

Crescono gli afflussi negli ETP sul petrolio mentre i prezzi si indeboliscono.

Il WTI è calato del 3% a 40.5 dollari americani al barile, mentre il Brent non ha visto incrementi, generando una continua caccia ai profitti. La scorsa settimana gli afflussi sugli ETP lunghi sul WTI hanno raggiunto i 64.7 milioni di dollari americani e quelli sugli ETP lunghi sul Brent hanno toccato quota 15.5, il 39% e il 42% in più rispetto alla settimana precedente. Mentre dalle analisi della CFTC sulle posizioni non commerciali nei contratti future sul petrolio non è emerso un trend chiaro, la scorsa settimana è stata la seconda consecutiva di solidi afflussi sugli ETP sul petrolio, il che suggerisce che gli investitori in ETP siano sempre più convinti di un rialzo dei prezzi del petrolio nel prossimo futuro. L’ETFS Daily Short WTI Crude Oil (SOIL) ha registrato deflussi per 1.2 milioni di dollari americani la scorsa settimana, in linea con il sentiment generale sul mercato degli ETP. Dopo sette settimane di forti aumenti, la crescita delle scorte di petrolio americano ha rallentato la scorsa settimana, registrando un aumento di soli 252,000 barili. Nel Short term Energy Outlook di novembre l’EIA prevede che, mentre il prossimo anno le scorte globali di petrolio rimarranno in surplus, questo si stabilizzerà intorno ai 95.5 milioni di barili al giorno. Anche l’incremento delle scorte negli Stati Uniti dovrebbe rallentare il prossimo anno.

I flussi sull’oro e i PGM viaggiano in direzione opposta.

La continua debolezza dei prezzi ha fatto calare la pazienza degli investitori verso l’oro. Il metallo giallo è sceso di un ulteriore 0.4% la scorsa settimana e ha portato ai primi deflussi in 10 settimane. Gli ETP sull’oro hanno visto ampi deflussi per 70.6 milioni di dollari americani la scorsa settimana, cosa che non si vedeva da agosto 2015. Nonostante le importazioni d’oro della Cina abbiano raggiunto un picco da sette mesi e la conferma che le vendite in occasione della Diwali hanno fatto crescere la domanda d’oro a ottobre, le crescenti attese di un rialzo dei tassi negli Stati Uniti hanno continuato ad aumentare la pressione sui prezzi dell’oro. Nel frattempo, la scorsa settimana gli afflussi netti sugli ETP su platino e palladio hanno segnato le prime “creazioni” dall’inizio di agosto, con il prezzo del platino che ha raggiunto un altro record negativo (844 dollari americani all’oncia lo scorso mercoledì) e il palladio che si è avvicinato al minimo di agosto. La scorsa settimana Johnson Matthey ha aumentato la dimensione delle sue previsioni sul deficit dei metalli del gruppo del platino per il 2015, evidenziando la strettezza sulle forniture di metallo.

Il rame continua a soffrire il sentiment negativo.

Mercoledì il prezzo del rame ha raggiunto un altro record al ribasso di 4,633 dollari americani/mt, risultando in deflussi per 10 milioni di dollari americani dagli ETP sul rame. Il mercato del metallo è in deficit da 5 anni e nel 2015 dovrebbe risultare in equilibrio prima di raggiungere un nuovo deficit nel 2016, secondo le previsioni dell’International Copper Study Group (ICSG). Il report di novembre pubblicato venerdì mostra che in agosto è stato raggiunto un surplus di 81,000 tonnellate.

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