Mar 04 Agosto 2020 — 22:23

Eni, la Borsa snobba le maxi rettifiche Covid



Al momento il gruppo guidato da Claudio Descalzi per effetto del nuovo scenario prezzi stima rettifiche per circa 3,5 miliardi post-tasse

eni rettifiche

Azioni Eni sostanzialmente poco mosse a fine mattinata, in linea con l’andamento generale, nonostante le rettifiche dovute al Covid che il gruppo quantifica per il momento a 3,5 miliardi di euro.

Eni, rettifiche Covid in arrivo

In una nota pubblicata ieri a mercato chiuso Eni ha comunicato il nuovo scenario prezzi di lungo termine “alla luce delle discontinuità di mercato dovute al Covid-19”, pur confermando allo stesso tempo la strategia di decarbonizzazione.

Al momento il gruppo guidato da Claudio Descalzi per effetto delle nuove assunzioni di prezzo stima rettifiche per circa 3,5 miliardi post-tasse, a cui è applicabile un range di approssimazione di +/- 20%. Il valore centrale corrisponde a una riduzione limitata, spiega Eni, del 4% circa, delle attività non correnti.

Le rettifiche saranno precisate assieme ai conti del secondo trimestre (cda 30 luglio e comunicato il 31 luglio in pre-apertura).

Il valore ante imposte è stimato in 2,8 miliardi attribuibile per 2 miliardi di euro a svalutazioni di asset upstream e per il resto al comparto della raffinazione. Non sono invece previste svalutazioni di asset esplorativi indotte dalla revisione dello scenario.

Eni, scenario prezzi

Il nuovo scenario adottato da Eni prevede un prezzo Brent di 60 dollari/barile in termini reali 2023 rispetto all’assunzione precedente di 70 dollari/barile. Per gli anni 2020-2022, il prezzo è previsto rispettivamente a 40, 48 e 55 dollari/barile (in precedenza 45, 55 e 70 dollari/barile).

Svalutato anche il prezzo del gas. Il prezzo del gas al mercato spot PSV Italia è previsto a 5,5 $/mmBTU nel 2023 rispetto ai precedenti 7,8 $/mmBTU, per gli anni 2020-2022 è previsto rispettivamente a 3,0, 4,6 e 5,2 $/mmBTU (in
precedenza 3,9, 5,1 e 7,3 $/mmBTU).

I margini di raffinazione di lungo termine per l’area mediterranea sono confermati di poco inferiori ai 5 $/barile.

Decarbonizzazione

Sul fronte della decarbonizzazione vengono confermate le linee strategiche al 2050 presentate con il piano strategico Eni a fine febbraio, che consentiranno al gruppo di “diventare leader nella fornitura di prodotti decarbonizzati, contribuendo attivamente al processo di transizione energetica e coniugando obiettivi di redditività e di sostenibilità”, si sottolinea.

Gli sviluppi legati alla diffusione della pandemia Covid-19 “hanno reso ancora più evidente la validità del percorso strategico della società”. Punto qualificante della strategia è il conseguimento di un target di riduzione dell’80% delle emissioni assolute nette Ghg di tutti i prodotti al 2050, oltre la soglia di riduzione del 70% indicata dalla Iea nello scenario compatibile con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Ciò sarà “poi coniugato con il mantenimento di una rigorosa disciplina finanziaria nelle politiche di investimento e di una solida struttura patrimoniale di gruppo”.

In Borsa alle ore 11,58 le azioni Eni segnano -0,33% a 8,729 euro, con il Ftse Mib a -0,33%.

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