Mer 08 Dicembre 2021 — 13:34

Enel: slitta il closing su cessione 50% Open Fiber, scatta ritocco al prezzo



Accordi alla mano, sale seppure di poco l’esborso a carico di Cdp e Macquarie

L’operazione Enel-Open Fiber torna alla ribalta dopo lo slittamento del closing previsto lo scorso 30 giugno. Solo un leggero ritardo, secondo quanto trapela,
che comporterà tuttavia un piccolo sovrapprezzo per gli acquirenti Cdp e Macquarie.

Enel-Open Fiber, slittato il closing

Il closing è quello della cessione del 50% di Open Fiber da parte di Enel a Macquarie (40%) e a Cdp (10%). Ma, come ricostruisce oggi il Sole 24 Ore, con lo slittamento comincia a decorrere il meccanismo che fa salire il prezzo a carico dei compratori.

L’intesa siglata a fine 2020 tra Enel e il fondo australiano prevedeva infatti che qualora il closing dell’operazione fosse andato oltre il 30 giugno, il corrispettivo concordato pari a complessivi 2,65 miliardi sarebbe aumentato con un tasso di interesse del 9% su base annua.

Importo che qualora il fondo avesse rilevato (come poi avvenuto) solo il 40% sarebbe sceso a 2,12 miliardi. L’operazione, si ricorda, ha fruttato all’Enel una plusvalenza di 1,7 miliardi.

Se quel tasso di interesse verrà rispettato, nel caso del ritardo di un mese i compratori a fine luglio dovrebbero riconoscere a Enel circa 20 milioni di euro in più per la quota in Open Fiber. Anche se i tempi potrebbero essere più celeri: secondo alcuni rumors citati dal giornale potrebbe arrivare già a metà luglio se non addirittura prima. La somma concordata da Enel e dal fondo è inclusiva del trasferimento al compratore del prestito soci concesso a Open Fiber del valore di 270 milioni di euro (valore anche questo stimato al 30 giugno 2021).

Enel-Open Fiber, ruolo Cdp e antitrust

Il cambio al vertice di Cpd a fine maggio, con la nomina di Dario Scannapieco nel ruolo di ad al posto di Fabrizio Palermo, avrebbe contribuito al rallentamento “anche perchè il nuovo arrivato avrà voluto vedere tutte le carte prima di prendere qualsiasi decisione. E potrebbe avere un’idea diversa sul management che dovrà gestire Open Fiber”, secondo la ricostruzione di stampa.

Tra i passaggi formali da espletare, una volta siglato l’accordo, ci sarà la richiesta dell’autorizzazione ai sensi della procedura golden power e l’esame dell’antitrust europeo. Tutto questo potrebbe richiedere almeno fino all’autunno per il nulla osta.

La Dg Comp europea valuterà poi l’ascesa di Cdp a una posizione di controllo di Open Fiber (peraltro consolidando anche tutto il relativo debito) quando la stessa società detiene una quota vicina al 10% nel capitale sociale di Tim, che è diretto concorrente nella posa della fibra ottica oltre ad essere una candidata potenziale per un merger a fini della creazione di una “rete unica”.

Intanto oggi in Borsa alle ore 9,33 le azioni Enel segnano +0,04% a 7,909 euro, in una giornata finora interlocutoria (Ftse Mib -0,17%) per Piazza Affari.

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