Lun 09 Dicembre 2019 — 09:50

Doccia fredda per Mps, la Ue boccia il piano del Tesoro sugli Npl



I crediti deteriorati non potranno essere ceduti ad Amco, a sua volta controllata dal Mef: lo schema secondo Bruxelles violerebbe la disciplina sugli aiuti di Stato. Indiscrezioni sull’interesse da parte di due fondi, ma la cautela è d’obbligo

mps npl

Semaforo rosso della Ue al piano di Banca Mps sugli Npl, la strategia proposta dall’azionista pubblico a Bruxelles per disimpegnarsi dal capitale entro il 2021. Il Tesoro puntava infatti a trasferire almeno 10 miliardi di crediti deteriorati ad Amco (ex Sga), società a sua volta controllata dal Mef, per ripulire in gran parte la banca senese e renderla più appetibile per un’eventuale fusione. Ma in questo modo, sostiene Bruxelles, l’Italia violerebbe la disciplina sugli aiuti di Stato.

Mps, Npl non saranno ceduti ad Amco

I crediti difficili del Monte dei Paschi di Siena non potranno quindi essere ceduti ad Amco, almeno non secondo il piano del Tesoro, uno schema che la Dg Comp europea non avrebbe neppure preso in considerazione. La trattativa non è mai partita, secondo quanto ha scritto nel fine settimana il quotidiano La Repubblica, che cita indiscrezioni provenienti da due fonti finanziarie.

Il Tesoro riteneva che il controllo comune delle due società, Mps al 68% e Amco al 100%, avrebbe consentito di girare gli attivi ai valori contabili, senza così creare un buco di bilancio che avrebbe costretto Mps a un aumento di capitale stimato fino a 4 miliardi. Ma l’antitrust si è messo di traverso.

Proprio nei giorni scorsi il ministero di via XX Settembre ha ricapitalizzato Amco di 1 miliardo, per consentire alla società di intervenire in altri due salvataggi bancari, quelli di Carige e Banca Popolare di Bari.

Mps, interesse dai fondi Varde e Fortress?

Quanto a Mps, il ministero guidato da Roberto Gualtieri avrebbe dovuto comunicare entro fine anno a Bruxelles la “road map” per uscire dal capitale della banca nel 2021, allo scadere del piano di ristrutturazione. Se le indiscrezioni saranno confermate, per Siena servirà un piano B. La Commissione europea potrebbe anche accordare una proroga oltre dicembre.

Intanto, secondo quanto scrive Repubblica, l’ultimo cda di Mps è tornato a esaminare la cessione della banca con l’attuale perimetro. Si sarebbero fatti avanti due fondi, Fortress e Varde, i quali chiederebbero fra l’altro una garanzia pubblica sul maxi contenzioso della banca, con richieste (petitum) che hanno raggiunto 5,4 miliardi a fronte di riserve a bilancio di 600 milioni.

Fortress, la società americana che in Italia controlla DoValue, sarebbe assistita da Jp Morgan, mentre Varde, salita alla ribalta nei mesi scorsi su un presunto interesse per Carige, si appoggia a Morgan Stanley.

Cautela sulle offerte

Su questo fronte in ogni caso la cautela è d’obbligo, visti i precedenti dello stesso Monte dei Paschi alle prese con presunte manovre dei fondi mai concretizzatesi.

Una cessione, agli attuali prezzi, comporterebbe inoltre una perdita per lo Stato di diversi miliardi.

Al Mef si valutano le prossime mosse, ma secondo la ricostruzione di stampa trapela anche nervosismo, poiché nel frattempo Bruxelles ha usato la mano morbida nel salvataggio della tedesca NordLb, in cui due laender sono stati autorizzati a ricapitalizzare la banca per 2,8 miliardi (su 3,6 totali).

In Borsa alle ore 9,50 le azioni Banca Mps segnano -0,34% a 1,47 euro, in una seduta volatile.

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