Dom 17 Gennaio 2021 — 04:21

Dividendi banche, tre ipotesi per decisione Bce



Intanto arrivano nuove aperture dal membro italiano Panetta e dal governatore della Banca di Francia, Villeroy

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Cresce l’attesa per la decisione Bce sui dividendi delle banche, un verdetto atteso entro la metà di dicembre che interessa da vicino tutti i maggiori istituti di credito (ma anche quelli minori) in Italia ed Eurozona.

Dividendi banche, nuove aperture Bce

La cauta apertura arrivata nei giorni scorsi da Yves Mersch, vicepresidente del consiglio di sorveglianza della Bce, secondo cui le banche potrebbero tornare a distribuire cedole nel 2021, sempre che si mostrino sufficientemente solide, è stata in parte confermata oggi da altri esponenti delle banche centrali.

Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della Bce, ha detto che “finché non vi è chiarezza su come evolverà la situazione, le banche dovrebbero essere prudenti. Se non pagano i dividendi quest’anno, potranno distribuire importi più elevati l’anno prossimo e, nel frattempo, si troveranno in condizioni migliori per far fronte a possibili tensioni”. Panetta ha rilasciato queste affermazioni al settimanale portoghese Expresso.

Da parte sua Francois Villeroy, governatore della banca di Francia, rispondendo a una domanda su quando torneranno i dividendi delle banche, ha detto di essere favorevole a una “prudente apertura”, sottolienando la capacità di resistenza delle istituzioni finanziarie di fronte agli shock e in secondo luogo l’interesse a preservare l’attrattività delle banche per gli investitori.

Dividendi banche 2020 e 2021, tre ipotesi sul ritorno della cedola

Lo stop scade a gennaio 2021. Il tema è particolarmente sentito dai vertici degli istituti di credito, i quali temono una fuga degli investitori, ma anche da soci importanti e stabili come le fondazioni, che tradizionalmente redistribuiscono questa ricchezza sotto forma di erogazioni sul territorio.

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Andrea Enria

La vigilanza Bce, guidata dall’italiano Andrea Enria, ha messo in “quarantena” lo scorso marzo circa 30 miliardi di cedole delle banche europee, fra cui 5,7 miliardi di dividendi delle banche italiane (soprattutto di Intesa Sanpaolo e Unicredit, ma non soltanto) con l’obiettivo di tutelare il capitale e il meccanismo di trasmissione del credito.

Secondo quanto riportato oggi dal Sole 24 Ore, la Bce valuterebbe tre ipotesi: 1) prorogare di altri 6 mesi il congelamento della remunerazione degli azionisti; 2) adottare un approccio selettivo; 3) introdurre un tetto alle distribuzioni.

Analisti Equita: possibile un altro rinvio di 6 mesi

Secondo gli esperti di Equita, lo scenario meno probabile è quello di un cap ai payout visto che “sostanzialmente riprodurrebbe l’approccio attuale di mancanza di selettività fra le banche”. Più probabile un rinvio della decisione “anche se lo slittamento di sei mesi risulterebbe dal nostro punto di vista una notizia negativa per il settore perché estenderebbe l’incertezza legata alla decisione finale”.

Secondo il broker “è ragionevole infine attendersi che al termine della proroga del divieto, e quindi eventualmente fra 6 mesi, il regolatore adotti un approccio selettivo sulle autorizzazioni a distribuire”. In ogni caso per Equita le banche che hanno maggior probabilità di essere autorizzate a ripristinare i dividendi sono quelle caratterizzate da una redditività resiliente anche nel 2020.

Fra queste viene citata Intesa Sanpaolo, per cui Equita si attende un dividendo per azione a valere sull’utile 2020 di 14 centesimi (pari a uno yield dell’8%, 68% payout) e Mediobanca, a 54 cent per azione (yield 7%, payout 70%). Non di meno, secondo Equita “è ragionevole ipotizzare che le banche vengano autorizzate a pagare, nel 2021, dividendi a valere sulla generazione di utile 2020, mentre sembrano molto improbabili distribuzioni di riserve sia di utili (gli importi accantonati nel 2019) che di capitale”.

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