Mer 26 Giugno 2019 — 12:51

Deutsche Bank Italia: impatto morbido da fusione con Commerzbank



Se l’aggregazione andrà in porto, i sindacati prospettano una soluzione che azzererebbe i possibili esuberi. Lo spiega a Finanza Report la First Cisl

deutsche bank italia

A Francoforte e a Berlino si infittiscono i colloqui sull’auspicata fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank, ma anche a Milano si attendono con apprensione gli esiti delle trattative. L’Italia rappresenta infatti il secondo mercato europeo per Deutsche Bank (dopo la Germania) e sul fronte caldo dei tagli, evocato in questi giorni dai sindacati tedeschi, ha già pagato dazio nel 2018 con 222 esuberi, poi concretizzatisi in altrettante uscite volontarie. Proprio da quest’ultima esperienza, tuttavia, potrebbe scaturire la soluzione per limitare al massimo l’impatto derivante da un’integrazione fra i due colossi bancari tedeschi.

Uscite volontarie

Lo schema concordato dai sindacati bancari e Deutsche Bank nel maggio 2018 ha ricevuto infatti un numero di adesioni maggiore del previsto, al punto che 120 domande sono rimaste inevase. “In questo modo contiamo di ridurre al minimo l’impatto di eventuali tagli e contiamo di rassicurare i colleghi che nessuno sarà messo fuori senza il suo consenso”, spiega a Finanza Report il Segretario responsabile della First Cisl nel Gruppo, Maurizio Gemelli.

“Le potenziali sovrapposizioni sono molto limitate, ma in Deutsche Bank può succedere che dalla Germania arrivino richieste all’Italia di fare la sua parte. Come sindacati siamo pronti a discuterne”, aggiunge Gemelli, impegnato in questi giorni in un round di assemblee in cui il tema della fusione ha inevitabilmente rubato la scena agli argomenti all’ordine del giorno.

Deutsche e Commerzbank, in Italia numeri distanti

I numeri sulla presenza in Italia dei due colossi tedeschi sono effettivamente distanti. Deutsche Bank, guidata dal Chief country officer Flavio Valeri, schiera circa 4 mila dipendenti, e 1.300 consulenti finanziari; 620 i punti vendita sul territorio nazionale. La divisione italiana offre servizi di banca commerciale, banca d’investimento, transaction banking, asset & wealth management (risparmio gestito e gestione dei grandi patrimoni).

Commerzbank è una presenza storica a Milano fin dagli anni Ottanta, prima con un ufficio di rappresentanza e poi l’apertura della filiale sempre nel capoluogo lombardo. Conta meno di 50 dipendenti.

Tempi stretti per la fusione

Gemelli anticipa che “nei prossimi giorni ci attiveremo per chiedere un confronto con Deutsche Bank sia per discutere dei  tempi di realizzazione di questa operazione sia per verificare le eventuali auspicabili opportunità di crescita che potrebbero derivare da questa operazione in Italia”. Questo, secondo il rappresentante della First Cisl, “soprattutto alla luce del fatto che negli ultimi tempi l’andamento dei risultati economici di DB Italia segna il passo”.

L’attesa non durerà comunque a lungo. L’obiettivo delle due banche e soprattutto del governo di Berlino (che ha una quota del 15% in Commerz) è di chiudere entro le elezioni europee di fine maggio.  Deutsche Bank e Commerzbank potrebbero arrivare alle riunioni generali previste per il 22 e il 23 maggio con una decisione.

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