Mer 21 Agosto 2019 — 18:53

Deutsche Bank Italia, accordo per oltre 200 esuberi



Le uscite saranno volontarie e incentivate. Ora si attendono le mosse del nuovo ceo del gruppo che ha detto di puntare sul nostro Paese

Siglato nella notte un accordo tra sindacati e Deutsche Bank che prevede 222 esuberi in Italia. L’intesa fa seguito ai piani del colosso tedesco in continua difficoltà, come evidenziato dalla nuova debolezza dei conti nell’ultimo trimestre.

Allo stesso tempo però l’Italia è un po’ il fiore all’occhiello di Deutsche Bank, come confermato dal nuovo ceo Christian Sewing, che intende puntare sul nostro Paese. Le sue dichiarazioni, aveva peraltro chiarito la Uilca a Finanza Report, non avrebbero portato tuttavia a una retromarcia dell’istituto sui tagli già programmati. La divisione italiana è guidata da Flavio Valeri.

Si è quindi arrivati all’accordo maturato in nottata, che prevede comunque “un sistema volontario di incentivazioni che trova pochi altri riscontri negli ultimi anni in Italia”, è il commento di Sara Barberotti, della Segreteria nazionale di First Cisl.

“La sfida – spiega Maurizio Gemelli, responsabile di First Cisl nel gruppo Deutsche Bank – era quella di riuscire a trasformare una riorganizzazione di dimensioni rilevanti, sulla quale peraltro avevamo manifestato da subito le nostre perplessità, in un’occasione per individuare soluzioni alternative, anche innovative. In primo luogo, abbiamo chiesto e ottenuto il mantenimento in banca delle attività inerenti il credito al consumo che il piano prevedeva di esternalizzare su una rete di agenzie esterne, ipotesi che avrebbe messo a repentaglio la stessa permanenza nell’area contrattuale del credito. Contemporaneamente, abbiamo definito per i 222 esuberi individuati dal piano un percorso di uscita su base volontaria di qui al 2025 attraverso l’utilizzo del fondo di solidarietà di settore per un massimo di 5 anni e l’erogazione di incentivi che prevedono un’una tantum di 2.550 euro, cui si sommano da 4 a 6 mensilità aggiuntive a seconda del periodo di permanenza nel fondo e un ulteriore indennizzo pari al 5,5% della retribuzione annua lorda mensilizzata per ciascun mese intercorrente tra l’accesso al fondo e il pensionamento, nonché la maturazione del premio di anzianità. A fronte dei maggiori carichi di lavoro determinati dalla nuova gestione interna del credito al consumo, abbiamo concordato anche 7 assunzioni, che ci auguriamo costituiscano un primo segnale di cambio di rotta nelle politiche occupazionali del gruppo”.

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