Sab 14 Dicembre 2019 — 04:33

Deutsche Bank, il 26 aprile verdetto sulla fusione con Commerzbank?



Per il presidente del colosso tedesco Achleitner contano le dimensioni nel settore finanziario ma gli ostacoli verso l’aggregazione sono numerosi, a partire dalla contrarietà di alcuni azionisti come il fondo sovrano del Qatar

deutsche bank commerzbank

Deutsche Bank ha in programma di comunicare i primi dettagli sulla fusione con Commerzbank il 26 aprile prossimo, giorno di pubblicazione dei risultati trimestrali.

Lo ha rivelato il presidente del consiglio di sorveglianza Paul Achleitner precisando, comunque, che il 26 aprile sarà comunicato un aggiornamento sui colloqui esplorativi avviati sull’integrazione delle due maggiori banche tedesche.

Achleitner non ha voluto approfondire la questione limitandosi a parlare dei problemi in generale del comparto bancario tedesco ed europeo. Il problema per le banche del Vecchio Continente, probabilmente, non è l’essere ‘too big to fail’, semmai è il ‘too small to scale’ perché nel settore finanziario “le dimensioni contano”.

Pochi giorni fa, dopo mesi e mesi di indiscrezioni, le due banche hanno confermato l’avvio di un tavolo negoziale che dovrà affrontare numerosi problemi, dal taglio dei costi ai rischi operativi fino ai possibili licenziamenti.

La vicenda è seguita da vicino anche in Italia, dove Deutsche Bank conta circa 4.000 dipendenti, una delle banche estere presenti maggiormente in forze nel nostro Paese.

Molti ritengono che la fusione, grazie all’aumento delle dimensioni e all’efficientamento indotto dal taglio dei costi, possa rappresentare un fattore di spinta per il consolidamento europeo del comparto bancario e soprattutto risolvere alcuni dei problemi del settore del credito tedesco, troppo frammentato ed esposto agli umori della politica locale. Altri sostengono invece come siano troppi i rischi generati dall’unire due istituti ancora troppo deboli.

La fusione, che potrebbe anche creare un colosso capace di abbattere i costi di finanziamento e quindi di dotarsi delle risorse necessarie per migliorare molte delle sue attività, è ben vista dal mondo della politica tedesca. Nei mesi scorsi sono emerse indiscrezioni su una politica di “moral suasion” condotta soprattutto dai massimi responsabili delle strategie economiche di Berlino, a partire dal Ministero delle Finanze, Olaf Scholz. Eppure Achleitner ha dichiarato come Scholz non abbia mai fatto pressioni “in alcun modo o forma” sui vertici di Deutsche Bank.

In fin dei conti, ha sottolineato il dirigente tedesco, toccherà ai consigli di gestione, con l’assistenza dei consigli di sorveglianza, decidere se procedere o meno con il progetto di fusione. Achleitner sarà responsabile solo di tenere i contatti con azionisti che finora sembra abbiano assunto posizioni divergenti. Il fondo sovrano del Qatar, tra i maggiori azionisti di Deutsche Bank, è contrario, mentre a favore si sta muovendo la società di private equity Cerberus, titolare di partecipazioni rilevanti in entrambi gli istituti.

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