Mer 27 Ottobre 2021 — 19:07

Creval: Maioli esclude rilancio Agricole, ma la Borsa non gli crede



Diversi soci del Credito Valtellinese hanno bollato l’offerta dell’Agricole come insufficiente. Ovviamente la banca francese è di un altro avviso: potremmo rinunciare

banco bpm credit agricole

Azioni Credito Valtellinese (Creval) deboli, ma sempre ben al di sopra del prezzo dell’opa, dopo che il numero uno del Crédit Agricole in Italia, Giampiero Maioli, in un’intervista a Repubblica ha escluso un rilancio dell’offerta lanciata a 10,50 per azione.

Creval, intervista Maioli: Crédit Agricole esclude rilancio

Diversi soci Creval hanno bollato l’offerta dell’Agricole insufficiente. Ovviamente Maioli è di un altro avviso e sostiene che a fronte di una bocciatura sarebbe pronto a rinunciare “senza che cambi la strategia nel Paese”.

“Tutto procede nei tempi previsti e siamo fiduciosi di partire con l’offerta entro fine marzo”, dice Giampiero Maioli.

“Continuiamo a ritenerla offerta adeguata per tutti gli stakeholder di Creval, non solo gli azionisti, quindi non intendiamo rivedere il prezzo, che crediamo rifletta gli aspetti della banca e del contesto attuale. Il corrispettivo è a premio del 21,4% sui prezzi all’annuncio, il doppio delle Opa bancarie negli ultimi 20 anni. E Creval, che ha affrontato un positivo processo di derisking, non ha taglia adeguata per essere competitiva senza fabbriche di prodotto proprie. Queste due leve, dimensione e fabbriche, sono le caratteristiche su cui siamo vincenti in Europa, e che portiamo in dote”.

Peraltro, ricorda il manager, “siamo già ora primi azionisti e partner di Creval, e così continueremmo a essere indipendentemente dall’Opa”.

Le altre fusioni: Unicredit, Mps, Banco Bpm, Bper

Il banchiere vede, presto, altre fusioni: dal dossier caldo Mps, su cui lavorerebbe il Mef con Unicredit, “che mi auguro si dia un bell’ancoraggio italiano”, all’ipotesi Banco Bpm-Bper, dato che “non c’è spazio per banche piccole o medie solo generaliste”.

Quanto all’ipotesi che il Creval possa rappresentare un ripiego per Credit Agricole, dopo che è sfumato il blitz su Banco Bpm, Maioli fa chiarezza. “Non commentiamo mai i dialoghi, che abbiamo, oppure no, con gli attori del sistema bancario. In riferimento a Banco Bpm abbiamo da anni scambi frequenti riguardo alla joint venture in Agos nel credito al consumo”.

“L’acquisizione di Creval, su cui avevamo già investito in capitale e bancassicurazione, è la naturale prosecuzione del nostro percorso in Italia, fatto sempre con integrazioni aggiuntive: mai trasformanti, per integrare meglio le persone e rilanciare prima i ricavi. È una strategia che ci ha fatto performare meglio della media del sistema in Italia, e non vogliamo modificarla. Ci siamo tenuti diverse possibilità sull’Opa, e se le azioni consegnate non ci consentissero un buon progetto potremmo rinunciare, senza che cambi la nostra traiettoria in un Paese dove abbiamo 80 miliardi di impieghi e 260 di raccolta”.

Creval, Maioli fa il punto su Crédit Agricole Italia

Venendo al possibile impatto del Covid, Maioli commenta: “Malgrado l’attesa ripresa economica la fine delle moratorie può impattare sui conti bancari: noi ne abbiamo per 12 miliardi di euro in Italia, con oltre 100 mila domande. Serviranno a più buona ragione gruppi ben attrezzati e solidi. Abbiamo dimostrato che la nostra offerta di credito non si ferma: a settembre gli impieghi in Italia salgono dell’8%, e del 2% togliendo quelli a garanzia statale”.

Si stima che il gruppo investa oltre 50 miliardi nel debito italiano.
“Siamo sempre stati fiduciosi nella resilienza dell’Italia, né ci ha sorpresi il rimbalzo del 16% del Pil nel terzo trimestre. La voglia di rimettersi in gioco degli imprenditori la vediamo ovunque. Istituzioni e governo però devono giocare bene la partita Next Generation Eu, un piano Marshall moderno da 209 miliardi da non sprecare investendo per trasformare sanità, infrastrutture e digitale”.

In Borsa alle ore 14,37 le azioni Credito Valtellinese dopo qualche scossone segnano -0,12% a 11,562 euro.

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