Gio 29 Ottobre 2020 — 06:52

Creval apre a una fusione, ipotesi Crédit Agricole



Per l’ad Lovaglio l’operazione di Intesa Sanpaolo su Ubi? “cambia l’arena competitiva. Ora ancora di più servono banche di maggiore dimensione e ritengo che noi siamo un partner ideale per fare alleanze”

creval fusione

Anche il Credito Valtellinese scende in campo nella nuova fase di consolidamento bancario. Il Creval è il “partner ideale” per una fusione, ha detto l’ad Luigi Lovaglio in un’intervista al Sole 24 Ore. L’istituto, secondo le indiscrezioni ricorrenti, potrebbe finire nel mirino del Crédit Agricole, a coronamento di una partnership consolidata. Resta in piedi, ma più sfumata, anche l’ipotesi di una combinazione con la “dirimpettaia” Banca Popolare di Sondrio.

Creval, fusione alle porte?

Per l’ad Lovaglio l’operazione di Intesa Sanpaolo su Ubi, con quest’ultima ormai destinata a delisting e fusione per incorporazione, “cambia l’arena competitiva. Ora ancora di più servono banche di maggiore dimensione e ritengo che noi siamo un partner ideale per fare alleanze”.

“La nostra priorità – ha spiegato il manager – è realizzare il piano industriale. Al momento opportuno il board che in questi anni ha garantito una governance sempre ispirata alla creazione di valore per clienti, colleghi, territorio e azionisti, valuterà le opzioni che si presenteranno in coerenza con questo principio”.

Creval con Crédit Agricole?

Sull’ipotesi di una fusione tra Creval e Crédit Agricole, l’istituto francese dal 2018 partner assicurativo nonché azionista con il 5%, Lovaglio ha commentato: “Con l’Agricole abbiamo un’ottima collaborazione, anche per il collocamento di prodotti assicurativi il cui andamento sta funzionando molto bene”.

creval luigi lovaglio

Luigi Lovaglio

Il possibile matrimonio con la Banque Verte guidata in Italia da Giampiero Maioli, che ha già aggregato negli ultimi anni Cariparma, Friuladria e CariSpezia nonché le ex casse di risparmio di San Miniato, Cesena e Rimini, facendo del nostro Paese il suo secondo mercato dopo la Francia, è da tempo l’ipotesi più accreditata.

Quanto ai rapporti con il socio Denis Dumont, anche lui francese, “è un imprenditore di successo attento alla creazione di valore”, ha detto Lovaglio.

Matrimonio valtellinese

Resta in piedi, ma più debole, anche l’ipotesi di un’operazione tra il Credito Valtellinese e la Banca Popolare di Sondrio, tanto più che quest’ultima deve ancora sciogliere il nodo della trasformazione in spa. Inoltre sono più forti i rumors su una possibile fusione tra la Bp Sondrio e Bper.

“Al momento giusto si potranno fare le opportune valutazioni. L’ipotesi di un’operazione con Sondrio era nata comunque ben prima del mio arrivo”, il commento di Lovaglio nell’intervista al Sole. In cui il manager sottolinea intanto i “miglioramenti realizzati” e che “siamo in un processo virtuoso di trasformazione che continuerà a dare risultati.

Tappa decisiva

“Siamo ai vertici del sistema per capitale e cuscinetto rispetto allo Srep, abbiamo un’elevata qualità degli attivi e abbiamo migliorato l’efficienza dei nostri processi. La tappa decisiva sarà l’anno prossimo quando sarà ancor più evidente il lavoro fatto”.

In Borsa alle ore 9,15 le azioni Credito Valtellinese, dopo un inizio altalenante, prendono la via dei ribassi assieme al resto del settore: il titolo segna -1,28% a 7,302 euro, contro il -1,44% del Ftse Italia Banche.

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