Lun 22 Aprile 2019 — 13:02

Credit Suisse prudente su asset europei



Si apre trimestre a rischio di volatilità, la propensione al rischio non ha ancora toccato un minimo. Alzato giudizio sul Bund, neutrali su Italia

Settembre è stato un mese difficile per gli asset europei. Dopo
una buona performance nel corso dell’estate, le azioni europee
hanno evidenziato una certa correzione dalla riunione della Banca
centrale europea.

Tuttavia, il tono relativamente aggressivo
della BCE ha confermato che la banca centrale non è ancora pronta
a fornire un maggiore allentamento. Piuttosto ha scelto di posticipare
eventuali adeguamenti tecnici del suo programma di acquisti
obbligazionari a un momento successivo. Ciononostante, il quadro
complessivo in Europa resta cupo, e i rischi per la crescita propendono
ancora al ribasso a fronte di segnali di un rallentamento
della dinamica nel 3T. Mentre il voto sulla Brexit ha finora avuto un
impatto limitato sul sentiment economico, potremmo assistere ancora
a un certo indebolimento dell’attività visto il rinvio delle negoziazioni
all’anno prossimo.

Considerato che alcuni eventi politici importanti e potenzialmente
in grado di determinare dei movimenti sul mercato devono ancora
avere luogo, riteniamo
che il quadro attuale rappresenti un significativo rischio per i
mercati europei. Di fatto, mentre la Spagna è ancora senza un governo
e rischia di dover indire una terza elezione in quasi un anno,
il referendum in Italia, atteso per fine novembre/inizio dicembre
con ogni probabilità finirà in un testa a testa. Gli ultimi sondaggi indicano
un esito molto incerto, e un voto per il «no» danneggerebbe
significativamente il percorso delle riforme in Italia e sarebbe critico
per il primo ministro Matteo Renzi.

Il sentiment attenuato viene confermato dal nostro stesso indicatore
sui rischi europei,
che ha proseguito il trend al ribasso presente
dall’estate e che non mostra segnali di stabilizzazione della
volatilità. Il nostro indicatore sulla propensione al rischio in Europa
analizza la propensione degli investitori nei confronti degli asset rischiosi.

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Mantenere la preferenza per il mercato azionario francese,
che è difensivo
.

In questo quadro, abbiamo mantenuto invariati i nostri giudizi sulle
azioni europee e conserviamo una propensione difensiva. Prevediamo
che i paesi periferici, come la Spagna e l’Italia, evidenzino una
performance in linea con il benchmark. Ciononostante, siamo più
positivi sulle azioni francesi che, a nostro giudizio, evidenzieranno
nuovamente un’outperformance. Pur intravedendo del potenziale
al rialzo nella periferia, riteniamo che sia troppo presto per aggiungere
un ulteriore rischio. Tra le azioni italiane e quelle spagnole,
preferiamo quest’ultime, poiché, su base relativa, il rischio politico
è più basso e il mercato spagnolo sta traendo vantaggio dalla ripresa
in America Latina. Il nostro giudizio sui Paesi Bassi resta di underperform
rispetto al benchmark, poiché il mercato continua a
presentare una valutazione cara ed è significativamente sovraponderato
nei beni di consumo non ciclici, un settore che, a nostro giudizio,
evidenzierà un’underperformance.

Per gli asset nel reddito fisso, abbiamo modificato il nostro giudizio
sui titoli di stato tedeschi a neutrale da underperform,
poiché i
Bund tedeschi tendono a resistere di più in un quadro volatile. Restiamo
più positivi sulle obbligazioni spagnole, che godono del supporto
degli acquisti di obbligazioni da parte della BCE, mentre presentiamo
prospettive neutrali sui titoli di stato italiani.

[right] *Investment Strategist – Chief Investment Office IWM, Credit Suisse[/right]

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