Mer 30 Novembre 2022 — 02:22

Crédit Agricole Italia, i conti dei 9 mesi 2022



Il risultato netto aggregato del gruppo nel nostro Paese raggiunge 877 milioni di euro (+12% a/a). Utile della sola banca in crescita del 26%, ma i ricavi sono in leggera diminuzione

creval credit agricole

Il risultato netto aggregato del Crédit Agricole in Italia nei primi nove mesi del 2022 raggiunge 877 milioni di euro (+12% a/a). È quanto si legge in una nota del gruppo francese guidato in Italia da Giampiero Maioli.

Il Crédit Agricole è presente in Italia, suo secondo mercato domestico, con circa 17.000 collaboratori e circa 5,3 milioni di clienti grazie ad un Gruppo composto, oltre che dal Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, anche dal Corporate e Investment Banking (CACIB), e dalle società di Servizi Finanziari Specializzati (Agos, FCA Bank),

crédit agricole giampiero maioli

Giampiero Maioli

Leasing (Crédit Agricole Leasing, parte del Gruppo Bancario) e Factoring (Eurofactor), Asset Management e Asset Services (Amundi, CACEIS), Assicurazioni (Crédit Agricole Vita, Crédit Agricole Assicurazioni, Crédit Agricole Creditor Insurance) e Wealth Management (CA Indosuez Wealth Management in Italia e CA Indosuez Fiduciaria).

Il Gruppo Crédit Agricole ha ottenuto un utile netto reported nei primi nove mesi del 2022 di 6,644 miliardi di euro, con ricavi pari a 28,7 miliardi.

Per quanto riguarda il solo Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, l’utile netto si attesta a 387 milioni (+26% a/a
adjusted) escludendo gli oneri derivanti dall’integrazione di Creval.

La banca francese è stata particolarmente attiva negli ultimi anni sul fronte delle fusioni/acquisizioni. Nello scorso aprile, si ricorda, Agricole ha acquisito una quota di Banco Bpm che ne fa il primo azionista della terza maggiore banca italiana.

Tornando ai risultati, proventi (ricavi) dei primi nove mesi, prosegue la nota, raggiungono 1,9 miliardi, “in progressiva crescita nel corso dell’anno, con il terzo trimestre (+1% su trimestre adjusted) supportato dal comparto commissionale (+4% T3/T3 adjusted)”. I ricavi della banca tuttavia sono in lieve contrazione rispetto ai primi nove mesi del 2021 (-0,7% a/a adjusted).

Sul fronte dei costi, “continua l’efficientamento operativo con oneri in calo (-3% a/a adjusted) per effetto delle azioni di razionalizzazione oltre che per le sinergie legate alla fusione con Creval”.

Per quanto riguarda la qualità del credito, il rapporto fra crediti in difficoltà e totale crediti vede un NPE ratio lordo e netto in miglioramento rispettivamente a 3,4% e 2,0%, “con flussi a default in ulteriore diminuzione. Significativa riduzione delle rettifiche su crediti (-35% a/a adjusted) con costo del credito a 34bps”.

Sul lato patrimoniale il Total Capital Ratio del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia sale al 18,8% e il Cet1 al 13,2%, il livello di liquidità vede un LCR pari a 248%.

L’attività commerciale dei primi nove mesi del 2022 ,”conferma il trend di crescita registrato nei trimestri precedenti, beneficiando di un mix di prodotti diversificato su tutte le linee di business, seppur in un contesto di mercato complesso”.

In particolare vengono evidenziati i seguenti punti: c 115 mila nuovi clienti acquisiti (+6% a/a); collocati 7 miliardi di prodotti legati al Wealth Management, con un equilibrato asset mix tra il segmento bancassicurativo (2,7 miliardi) e risparmio gestito (4,3 miliardi); volumi intermediati di credito al consumo (+31% a/a) e dei premi delle polizze ramo danni (+9% a/a), che beneficiano della digitalizzazione dei processi e del
potenziamento dei servizi di consulenza assicurativa; erogazioni alle imprese in crescita (+28% a/a); concessi complessivamente 1,3 miliardi di crediti fiscali “Ecobonus”.

Finanziamenti verso clientela stabili nel confronto verso dicembre 2021 (-0,2%), con andamento in crescita nel terzo trimestre; positivo il comparto Agri-Agro (+2% vs dic-21) con incremento della quota di mercato che raggiunge il 6,8%, rispetto al 6,1% dell’anno
precedente. In aumento anche la quota di mercato delle richieste di nuovi mutui che sale al 6,2% dal 5,7% del T3-21, a fronte di un contesto di mercato in rallentamento.

Il risparmio gestito è condizionato negativamente dall’andamento dei mercati finanziari. Lo stock, al netto dell’effetto mercato, evidenzia un aumento del +3% da fine 2021 sostenuto dalla dinamica positiva dei flussi netti che si attestano a 1,5 miliardi da inizio anno.

Raccolta diretta stabile sul trimestre, ma in contrazione se confrontata con la fine dell’anno precedente (-5,5%). L’andamento è legato all’ottimizzazione della raccolta volatile sulla clientela corporate mentre si mantengono stabili i depositi da clientela privata.

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