Ven 28 Febbraio 2020 — 19:40

Cdp, fondazioni in manovra: Carige scende, torna CariVerona



Secondo le ultime indiscrezioni, Genova limerà la quota mentre Verona prepara un ritorno in grande stile

CDP

Fondazioni in manovra nella Cdp. Secondo le ultime indiscrezioni, la Fondazione Carige si appresta a limare la sua quota nel capitale, mentre è partito il conto alla rovescia per un importante ritorno della Fondazione CariVerona, protagonista di un caso ora in parte superato con una sentenza del Tribunale di Roma.

Cdp, fondazioni in manovra nel capitale

Le fondazioni bancarie detengono complessivamente circa il 16% della Cdp (la cui quota di controllo è del Mef) ed esprimono il presidente (Giovanni Gorno Tempini, subentrato nell’ottobre 2019 a Massimo Tononi). Secondo rumors citati dal Messaggero, oggi il cda della Cassa Depositi e Prestiti, fra gli altri temi all’ordine del giorno, dovrebbe esaminare la potenziale cessione di un pacchetto di 500 mila azioni dalla fondazione Carige alla fondazione Piacenza e Vigevano.

Fondazione Carige lima la quota

La prima scenderebbe dallo 0,371% allo 0,196%, mentre, acquistando uno 0,175%, l’ente piacentino salirebbe allo 0,351%. Un mini rimpasto che si spiegherebbe con le esigenze della fondazione genovese di fare cassa per continuare le sue erogazioni sul territorio.

Un altro argomento importante che sarà affrontato dal cda guidato dall’ad Fabrizio Palermo sarà l’istituzione del comitato nomine che dovrebbe essere formato da 3-5 membri.

Fondazione CariVerona

Fondazione CariVerona

Cdp, Fondazione Cariverona potrebbe tornare con l’1,6%

Ma non solo. Al board della Cdp, scrive oggi il Messaggero, verrà data un’informativa sulla sentenza del Tribunale di Roma che nei giorni scorsi, dopo otto anni, ha dato ragione alla fondazione Cariverona in occasione della conversione delle azioni privilegiate in
ordinarie.

In particolare, Verona aveva il 2,56% di Cdp e la conversione dopo lunghe discussioni avvenne secondo lo statuto a un prezzo di 56,6 milioni. L’ente allora presieduto da Paolo Biasi impugnò la decisione e adesso i giudici di primo grado hanno riconosciuto un prezzo di 488,5 milioni basandosi sul Codice civile. In questo modo la Cdp dovrebbe dare un conguaglio di 431,5 milioni.

Sarebbero in corso contatti tra Giovanni Gorno Tempini, il presidente di Cariverona Alessandro Mazzucco e l’Acri per trovare una transazione. E la via maestra sarebbe il ritorno di Verona nel capitale di Cdp con circa l’1,6%, una quota che la metterebbe al vertice dell’azionariato.

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