Ven 18 Giugno 2021 — 11:35

Cattolica verso nomina advisor per l’opa, favoriti Goldman Sachs e Kpmg



Titolo sale ulteriormente sopra il prezzo dell’offerta. L’ad Ferraresi scrive ai dipendenti: “Generali non fa paura, siamo contendibili”

cattolica advisor

Il cda di Cattolica ha svolto una prima valutazione dell’opa targata Generali e si appresta ora a nominare gli advisor che affiancheranno la compagnia nell’esame dell’offerta.

Cattolica arruola gli advisor per l’opa

La scelta di Cattolica, secondo quanto riferito da fonti finanziarie, potrebbe ricadere su Goldman Sachs e Kpmg, schierati appunto come consulenti nella valutazione dell’opa totalitaria promossa dalle Assicurazioni Generali. Come advisor legale si parla dello studio Chiomenti.

Il consiglio della compagnia veronese si sarebbe riunito ieri per una prima valutazione dell’offerta, che mette sul piatto 6,75 euro per azione, e una nuova riunione dovrebbe tenersi a giorni. L’opa di Generali dovrebbe scattare in ottobre.

Peraltro il lavoro dei futuri advisor di Cattolica è stato in qualche modo “agevolato” dal mercato, che si è subito portato avanti e in due giorni ha spinto il titolo in Borsa fino alla soglia dei 7 euro (e stamani sale ancora).

Opa Cattolica, il nodo del prezzo

Se gli analisti ritengono l’opa di Generali particolarmente sensata, diversi hanno suggerito di tenere d’occhio il prezzo.

Oddo Bhf ritiene l’acquisizione “strategicamente interessante”, ma “resta da vedere se Generali riuscirà nella sua offerta di acquisto al prezzo proposto”.

Secondo Kepler Cheuverux l’offerta può sembrare costosa a prima vista “considerato il premio offerto per un’azione che ha già corso molto”, ma “ci possono essere buone ragioni perché il mercato si attenda un prezzo finale più alto”. Generali, rileva il broker, “potrebbe permettersi di pagare di più” e la sua forte posizione di solvency e di capitale “potrebbe consentirle di fare acquisizioni molto più grandi”.

La lettera dell’ad Ferraresi ai dipendenti

E mentre Cattolica sceglie gli advisor e si prepara all’operazione, l’ad Carlo Ferraresi in una lettera ha rassicurato i dipendenti. A un anno di distanza dai “giorni difficili di fine maggio” 2020, quando l’Ivass chiese a Cattolica una ricapitalizzazione da 500 milioni, “il nostro titolo, quindi la nostra società, vale il 100% in più”, scrive il manager. Che ricorda peraltro come la società da poco trasformata in spa, sia divenuta contendibile.

“Grazie al lavoro di tutti voi e alla dedizione del management, siamo riusciti a individuare un compagno di viaggio rispettoso e attento alle nostre esigenze”.

Ad oggi, spiega Ferraresi, i vertici non hanno informazioni “ulteriori e diverse da quelle riportate nel comunicato divulgato da Generali e sarà compito del Consiglio di Amministrazione, quando Generali avrà depositato il vero e proprio documento di offerta, valutarne le implicazioni nel migliore interesse di tutti gli stakeholders. Fin da ora vi posso assicurare che la nostra attenzione è centrata sulle persone di Cattolica e sul vostro lavoro, come su quello della Rete Agenziale e Bancaria. Come spesso vi ho scritto e detto in questi mesi, non dovete essere preoccupati, ma concentrati a svolgere al meglio la vostra attività”.

In Borsa alle ore 10 le azioni Cattolica segnano +0,79% a 7,055 euro, Generali -0,19% a 16 9 euro.

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