Mer 29 Gennaio 2020 — 14:02

Castagna (Banco Bpm) frena su fusione con Ubi ma rilancia su dividendo



Il manager in un’intervista è più tiepido del solito sul tema del consolidamento, intanto conferma la possibile distribuzione del dividendo già a valere sul 2019

banco bpm castagna

Il ceo di Banco Bpm Giuseppe Castagna frena a sorpresa su una possibile fusione con Ubi Banca, mentre esclude tout court un matrimonio con Banca Mps, per motivi di “continuità territoriale”.

Castagna in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero, appare prudente in generale sulle nuove ipotesi di risiko bancario, che pure tengono banco sul mercato, confermando invece che Banco Bpm potrebbe tornare a distribuire un dividendo già a valere sul 2019.

Banco Bpm, intervista Castagna ridimensiona ipotesi fusione

Il numero uno di Banco Bpm sembra ridimensionare l’idea di un Banco Bpm protagonista della nuova stagione di consolidamento fra banche di medie dimensioni, nonostante sia stato lo stesso manager ad alimentare in più occasioni queste voci. Castagna chiarisce: “Banco Bpm è il solo ad avere all’attivo una fusione sotto la vigilanza Bce: abbiamo realizzato un’operazione coraggiosa maturando un’esperienza unica per l’Italia e l’Europa”.

“In un contesto incerto e con un sistema regolatorio così strutturato, questa esperienza fa di noi un interlocutore privilegiato. Noi però siamo impegnati a completare un business plan che prevede una strategia stand-alone che ci consentirà di capitalizzare l’ottimo lavoro fin qui realizzato”.

Ubi “idea astratta”, no a Mps

Quanto al matrimonio con Ubi, “i rumors sono nati da un’idea astratta su cui si è esercitata qualche banca d’affari, valutando i profili di due gruppi e le possibili sinergie: solo un esercizio di scuola privo di riscontro nel reale. Detto questo, il consolidamento del sistema bancario italiano è un percorso che prima o poi dovrà essere intrapreso”.

Esclusa invece del tutto la “pista” che secondo alcuni porterebbe a Mps. “La fusione tra Banco e Bpm è riuscita per la distribuzione geografica delle due banche. Siamo ben strutturati nelle quattro regioni più industrializzate: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e un’ottima presenza su Roma. Se dovessimo pensare ad altre operazioni vorremmo considerarle nei nostri territori d’elezione. La banca prospera in funzione dei clienti, delle imprese, dei territori”.

Banco Bpm, dividendo in arrivo?

Nei prossimi mesi la banca lombardo-veneta alzerà comunque il velo sul nuovo piano industriale. “Dopo un triennio concentrati sul derisking, il prossimo piano si focalizzerà su redditività e solidità patrimoniale. Le parole chiave saranno aumento ricavi spingendo sulle commissioni da servizi, forte disciplina sui costi, esplorazione di nuove opportunità offerte dal digitale, senza dimenticare la tradizionale vicinanza ad imprese e territori in una logica di una crescita sostenibile”.

Quanto al 2019 e all’ipotesi di cedola, il manager spiega: “Sono convinto che l’anno si chiuderà positivamente e se a ciò aggiungiamo anche il raggiungimento di livelli di capitale adeguati credo proprio che potremo finalmente tornare a distribuire un dividendo”.

L’entità del possibile dividendo resta per ora incerta (gli analisti di Equita, che attualmente stimano una cedola “simbolica” di 5 centesimi, vedono comunque potenzialmente sostenibile un dividendo 12 centesimi per azione, con un dividend yield al 5,5%).

Azioni deboli in Borsa

Castagna ricorda che la prossima assemblea rinnoverà il cda per la prima volta da Spa. Inoltre fra gli elementi che possono frenare il risiko, l’ad di Banco Bpm cita l’insufficiente “integrazione europea a tutti i livelli: politico, economico, fiscale e bancario. Ciò consentirebbe di valorizzare merger che siano veri progetti industriali. Oggi non vedo le condizioni”.

Intanto in Borsa le banche finiscono oggi nel mirino dei realizzi; alle ore 11,26 le azioni Banco Bpm segnano -2,29% a 2,003 euro, Ubi -2,72% a 2,86 euro (fra i peggiori del Ftse Mib), Banca Monte dei Paschi di Siena -1,49% a 1,391 euro.

Unicredit trimestre 29-01-2020 — 12:23

Unicredit: trimestre atteso in rosso, focus su dividendo

Il dividendo viene stimato a 0,63 euro, pù che raddoppiato (+133%) dalla cedola di 0,27 euro distribuita a valere sul 2018. Da segnalare che su un panel di 18 broker che forniscono una raccomandazione sulla banca guidata da Jean Pierre Mustier, il 100% dice buy

continua la lettura