Mer 30 Novembre 2022 — 01:32

Castagna (Banco Bpm) cauto su terzo polo. Novità su caso diamanti



La sfida alle big del mercato non è “solo questione di dimensioni”. Per la vicenda delle pietre preziose transazioni quasi del tutto completate

castagna banco bpm

Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco Bpm, non chiude del tutto al tema di possibili fusioni/acquisizioni, finito in secondo piano negli ultimi mesi – se si esclude la parentesi di Carige – anche dopo il piano industriale dello stesso Banco Bpm. Il manager tuttavia precisa che il terzo polo bancario non è “solo questione di dimensioni”. Castagna, in un’intervista pubblicata nel weekend su MF-Milano Finanza, traccia in generale un quadro ottimistico sul 2022 (sul Pnrr “pronti a fare la nostra parte”).

Banco Bpm e le fusioni

Tornando alla questione M&A, il ceo di Banco Bpm dà innanzitutto una “valutazione positiva” della vendita di Carige, su cui è appena partita la due diligence di Bper. “Personalmente ho condiviso l’operato del Fitd – dice Castagna nell’intervista -. Ogni iniziativa che stabilizzi il sistema bancario e metta in sicurezza le realtà più fragili ci vede favorevoli”. Peraltro, “a differenza di quanto accaduto in passato, nel caso Carige c’è stata una vera competizione da cui hanno ovviamente tratto vantaggio il Fitd e il sistema bancario nel suo complesso”.

Quanto a Mps, “prima o poi questo dossier verrà riaperto anche se oggi, alla luce del negoziato aperto con la Commissione Europea, parlare di privatizzazione mi sembra prematuro.

Terzo polo bancario

Banco Bpm, ricordiamo, aveva manifestato inizialmente interesse per Carige, all’apertura della data room l’estate scorsa, mentre si è mantenuta fredda sul Monte dei Paschi di Siena. Le ipotesi di un’operazione Unicredit-Banco Bpm invece non sono mai decollate.

“Quando abbiamo deciso di presentare il piano industriale a novembre, abbiamo capito che nonostante i nostri tentativi di dialogo con vari interlocutori, nessuno era ancora pronto. Occorre però ricordare – afferma Castagna – che Banco Bpm ha già alle spalle una fusione e cinque intensi anni di ristrutturazione. In questo periodo la banca è cambiata molto sia come solidità finanziaria, sia come capacità commerciale. Quando si parla di terzo polo, non si parla solo di incrementare le proprie dimensioni ma anche di avere la capacità di far concorrenza sulla qualità dei servizi a due banche fortissime come Intesa Sanpaolo e Unicredit. Sei terzo polo se nel rapporto con la clientela ti presenti come alternativa valida e non solo perché hai aumentato il tuo numero di filiali. Questo è il nostro obiettivo, con o senza aggregazioni”.

Diamanti Banco Bpm

Nell’ampia intervista al banchiere di Piazza Meda, emergono anche novità sul caso diamanti che ha investito Banco Bpm negli anni scorsi, assieme ad altri istituti di credito.

Alla domanda se il caso diamanti sia un capitolo chiuso per Banco Bpm, l’ad Giuseppe Castagna risponde: “Sì, è così. Lo riteniamo un altro obiettivo raggiunto dalla banca. Abbiamo ereditato la vicenda, collaborato con tutte le Autorità, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo affrontato le posizioni dei clienti coinvolti sia individualmente che con le associazioni dei consumatori. Ad oggi sono state concluse transazioni su circa il 90% delle posizioni oggetto di reclamo e stiamo lavorando per venire incontro alle esigenze di tutti gli altri clienti, avendo peraltro già appostato i relativi oneri in bilancio”.

Intanto in Borsa alle ore 9,40 le azioni Banco Bpm segnano +0,38% a 2,873 euro, in linea con il Ftse Mib.

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