Ven 24 Maggio 2019 — 10:11

Carige: ipotesi Warburg Pincus. Dal Fitd dubbi su operazione di sistema



Lo Schema volontario ha deciso di sospendere la decisione sulla conversione del bond. Mustier: ciascuno faccia la propria parte. Per Moody’s la ricapitalizzazione precauzionale è più vicina

Carige news

Sono rimaste due le piste da battere per evitare un salvataggio pubblico di Carige in stile Mps. La prima, nonostante il dietrofront di Blackrock, punta ancora sui fondi Usa e in particolare su Warburg Pincus, che potrebbe sostituire il colosso del risparmio gestito alla guida di una cordata di investitori interessati alla banca ligure; la seconda, che tuttavia perde quota in queste ore, potrebbe vedere in campo le banche del Fitd in un’operazione di sistema come quella caldeggiata più volte negli ultimi giorni da una big come Unicredit, direttamente tramite il suo ceo Jean Pierre Mustier. Il fallimento di queste due strade porterebbe alla ricapitalizzazione precauzionale, come evidenziato oggi da un report di Moody’s. Intanto lo Schema volontario ha deciso di sospendere la decisione sulla conversione del bond: l’assemblea avrebbe dovuto esprimersi domani.

Carige news: Mustier (Unicredit), ok a soluzione di sistema

Oggi Mustier è tornato a offrire la disponibilità di Unicredit per un salvataggio di sistema. Il manager francese si era già espresso in tal senso nella conference seguita ai conti del primo trimestre. “Tutte le le banche dovrebbero essere coinvolte nel salvataggio di Carige”, ha detto Mustier intervistato da Bloomberg Tv. Secondo l’ad di Unicredit “ciascuna banca dovrebbe contribuire in modo proporzionale”.

Un sostegno importante, visto che Unicredit è il secondo maggiore azionista del fondo interbancario subito dopo Intesa Sanpaolo. E’ invece da escludere un interesse diretto da parte di Unicredit, come si era ipotizzato nei mesi scorsi, a maggior ragione dopo il disimpegno da Fineco.

In ogni caso però durante il Consiglio odierno del Fitd sarebbero emersi dubbi sulla possibilità di un intervento del fondo, sia in ordine alle ingenti risorse da chiedere al sistema bancario sia perché, seppure la sentenza Ue su Tercas abbia di fatto “sdoganato” questo tipo di operazione, , la Commissione ha ancora tempo per fare ricorso.

Carige, per Moody’s più vicina ricapitalizzazione precauzionale stile Mps

Secondo Moody’s intanto il passo indietro di Blackrock “non lascia buoni presagi” per il tentativo di salvarla evitando l’impiego di denaro pubblico, ma lascia ancora aperti “altri scenari”. Fra questi è inclusa una “combinazione con un partner più forte, sebbene le ragioni che hanno indotto Blackrock a lasciare potrebbero scoraggiare altri investitori”.

Una valutazione che si riflette in una revisione con “direzione incerta” sulle prospettive per il giudizio sul merito di credito di Carige.

Qualora Carige “non fosse in grado» di giungere ad una «soluzione con privati del settore – scrive Moody’s – il Governo potrebbe dover intervenire con una vera e propria nazionalizzazione di fatto da 1 miliardo di euro”, uno scenario che “potrebbe essere positivo per gli obbligazionisti senior e i correntisti, dato che non sono soggetti alla ripartizione degli oneri (burden sharing), ma probabilmente negativo per quelli subordinati” (attualmente nessuno, a parte le banche dello Schema volontario del Fitd).

Fondi Usa, tocca a Warburg Pincus?

Quanto all’ipotesi dei fondi, sarebbe tuttora in corso una verifica sulla disponibilità di Warburg Pincus a fare da capofila di una cordata pronta a ripartirsi il rischio dell’operazione, sulla falsariga di quella proposta da Blackrock. Gli altri nomi circolati sono quelli di Apollo e di Varde, non confermati.

Warburg Pincus nello scorso settembre aveva acquisito Mps Belgio. Un eventuale intervento dello stesso fondo per Carige avrebbe un costo complessivo vicino ai 630 milioni stimati dai Commissari Fabio Innocenzi, Pietro Modiano e Raffaele Lener, in termini di capitale, per mettere in sicurezza l’istituto. Resta invece il mistero su quale potrebbe essere l’orientamento dell’attuale primo azionista Malacalza.

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