Gio 26 Novembre 2020 — 17:28

Carige, verso riammissione in Borsa solo nel 2020



Il mandato dei commissari Bce sarà rinnovato fino a fine anno: il ritorno alle negoziazioni di azioni e obbligazioni destinato a slittare

carige ccb

Per Carige si prospetta un anno intero senza Borsa: il 2019. Il mandato dei commissari Bce, in scadenza il 30 settembre, sarà infatti rinnovato fino a fine anno. E il ritorno alle negoziazioni di azioni e obbligazioni destinato a slittare, appunto, fino all’anno nuovo, il 2020.

Carige, riammissione in Borsa nel 2020?

A confermarlo sono i rappresentanti di alcuni gruppi di piccoli azionisti, interpellati da Finanza Report: Silvio De Fecondo, presidente della “storica” associazione Azione Carige; e Franco Corti, alla guida dei piccoli soci “ribelli” che hanno votato contro l’ultimo aumento di capitale all’assemblea Carige della scorsa settimana.

L’assenza di azioni e bond Carige si protrarrà quindi almeno per un anno, dal momento che la sospensione era arrivata dalla Consob ai primi di gennaio, proprio in seguito al commissariamento della Bce.

In quell’occasione, la Consob decise di sospendere azioni e obbligazioni Carige in quanto i “ridotti obblighi informativi al pubblico conseguenti al regime di amministrazione straordinaria” non avrebbero garantito la necessaria trasparenza, “l’ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori”.

La sospensione, fu l’avvertimento, sarebbe rimasta in vigore “fino alla vigenza” dell’amministrazione straordinaria o al ripristino di “un completo quadro informativo” anche “in esito alle ulteriori eventuali iniziative” che assumerà la Bce.

L’attesa dei piccoli azionisti Carige

Ma quel “completo quadro informativo”, nonostante il piano del cosiddetto salvataggio da parte del Fitd sia stato messo nero su bianco, e l’assemblea abbia dato luce verde, secondo De Fecondo non si è ancora materializzato. La banca, spiega il presidente di Azione Carige, “non può essere quotata finché è in amministrazione straordinaria. L’amministrazione sarà rinnovata fino alla fine dell’anno per portare a compimento l’operazione che prevede l’aumento di capitale, e che permetterà alla banca di dare tutte le informazioni” necessarie.

De Fecondo mette in guardia dai rischi, in termini di volatilità, che comporterebbe un ritorno agli scambi di Carige prima di finalizzare l’aumento di capitale e cioè il piano delle banche. “Senza contare che il titolo è sottile ed esposto potenzialmente a forti oscillazioni, il flottante è ridotto”.

Anche secondo Corti, che ha contestato lo sconto accordato a Ccb e proprio il suo possibile impatto sul titolo, per la Borsa bisognerà attendere ancora. “Non potrebbe esserci l’elezione di un nuovo cda prima della ricapitalizzazione che concretizza l’esproprio. Se si facesse prima, gli attuali commissari sarebbero esclusi e, probabilmente si installerebbe un cda gradito agli azionisti, che potrebbe anche cambiare le condizioni della ricapitalizzazione ed evitare il regalo a Ccb”. Inoltre, “dopo avere detto che si sospendeva il titolo perché i commissari non hanno l’obbligo di informare il mercato, è ovvio che la sospensione non possa essere revocata”.

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