Mer 18 Settembre 2019 — 12:09

Carige: ok Bce al salvataggio, si guarda all’assemblea. Fari puntati su Malacalza



Assemblea straordinaria il 20 settembre. L’attuale azionista di riferimento non si sarebbe ancora convinto a partecipare all’ennesima operazione di rafforzamento

Carige assemblea Malacalza

(Articolo aggiornato alle ore 19,30) – E’ arrivato a cavallo di Ferragosto l’atteso via libera della Bce al piano di salvataggio di Banca Carige, con un rafforzamento da 900 milioni che poggia su un aumento di capitale da 700 milioni, strizzando l’occhio soprattutto ai piccoli soci con azioni gratis, e sul collocamento di un bond Tier 2 che vede schierati una pattuglia di investitori istituzionali a caccia di rendimenti. Ma cresce ora l’attesa di conoscere quali saranno le mosse in assemblea dell’attuale azionista di riferimento di Carige, Malacalza Investimenti, il cui rifiuto a partecipare all’ultimo progetto di aumento, nello scorso dicembre, aveva innescato la crisi che ha successivamente portato al commissariamento da parte della Bce. E alla lunga trafila che si trascina fino a oggi.

Carige, assemblea il 20 settembre: fari puntati su Malacalza

Questa sera i commissari che guidano Banca Carige (con un mandato in scadenza il prossimo 30 settembre) hanno convocato per il 20 settembre l’ assemblea dei soci che sarà chiamata ad approvare o respingere il piano.

Sarà quello, per Carige, il momento decisivo. La famiglia Malacalza, primo azionista di Carige con il 27,5% del capitale, non ha ancora sciolto le riserve sul piano sottoscritto dai commissari Piero Modiano, Fabio Innocenzi e Raffaele Lener, e secondo le ultime indiscrezioni l’appoggio all’operazione da parte del primo azionista è tutt’altro che scontato.

Assemblea Carige: i numeri del quorum

Per il patron Vittorio Malacalza e suoi figli si tratterebbe di un nuovo sacrificio dopo gli ormai svariati aumenti di capitale degli ultimi 6 anni, poi andati in fumo sul mercato. Quello di dicembre, fatto saltare dalla famiglia di imprenditori, ammontava a 400 milioni, circa la metà di quello ora all’attenzione dei soci.

Tuttavia, affinché l’operazione in porto, all’assemblea straordinaria di settembre è necessario che si presenti almeno il 20% del capitale, e che almeno due terzi dei presenti esprima un voto favorevole.

Se da una parte Malacalza Investimenti ha deciso di non svalutare la sua partecipazione in Carige, facendo ben sperare per un rinnovo dell’impegno nella banca, dall’altra i rumors parlano di perplessità a partecipare al nuovo aumento di capitale.

Secondo alcuni calcoli, se Malacalza non partecipasse alla ricapitalizzazione, vedrebbe la quota diluirsi bruscamente dal 27,5% attuale al 2%. Sottoscrivendo il 27,5% degli 85 milioni di euro della tranche riservata (investendo 23,3 milioni) scenderebbero invece al 5,1%, il 5,9% acquistando con ulteriore esborso le azioni a sconto legate ai warrant gratuiti previsti nell’operazione.

L’assemblea Carige si terrà pochi giorni prima della scadenza del mandato dei commissari. Una bocciatura del piano potrebbe costare cara, con gli esperti di Moody’s che in questo caso hanno ipotizzato una risoluzione o la liquidazione della banca.

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