Dom 17 Febbraio 2019 — 15:49

Carige, Malacalza apre all’aumento ma alle sue condizioni



La famiglia torna a parlare dopo giorni di silenzio. Ribadita la disponibilità alla ricapitalizzazione ma solo dopo aver ottenuto i necessari chiarimenti

Carige-Malacalza

Vittorio Malacalza sembra volere tornare sui suoi passi dopo aver creato i presupposti per il commissariamento di Carige con l’astensione dal voto assembleare sull’aumento di capitale da 400 milioni di euro. Questo mentre emergono nuove ipotesi di aggregazione fra la banca ligure e ora anche Ubi, oltre a Unicredit.

Ieri sera la Malacalza Investimenti ha rotto il silenzio degli ultimi giorni con un comunicato in cui non ha fatto altro ribadire e rimarcare una posizione comunque già rivelata durante la stessa assemblea per spiegare la sua astensione dal voto.

“Come risulta inequivocabilmente e testualmente dall’intervento del suo rappresentante – ha sottolineato la holding titolare del 27,5% del capitale di Carige – ben lungi dal manifestare forme di pregiudiziale avversione alla approvazione della ricapitalizzazione, Malacalza Investimenti ha solo responsabilmente richiesto al Cda di volere fornire a tutti i soci – tenuto anche conto delle ricapitalizzazioni già in passato intervenute e degli eventi non ancora chiariti che le hanno contrassegnate e che ad esse hanno fatto seguito – gli elementi conoscitivi e valutativi utili per l’assunzione di consapevoli decisioni e determinazioni”.

I Malacalza hanno inoltre messo in chiaro di avere espressamente manifestato anche successivamente alla data dell’assemblea il proprio favore alla ricapitalizzazione ma chiedendo al Cda di fornire a tutti gli azionisti “i necessari elementi conoscitivi e valutativi”. In pratica la famiglia piacentina ribadisce la richiesta di avere maggiori dettagli sul piano industriale.

La holding ha infine ricordato gli interventi a favore delle precedenti ricapitalizzazione e per questo avanza la pretesa di “un massimo e definitivo grado di chiarimento”.

In poche parole i Malacalza sono disponibili a sottoscrivere l’aumento ma solo se verranno soddisfatte le loro richieste.

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