Mer 27 Ottobre 2021 — 18:15

Carige, la Bce torna in pressing ma Genova ora punta su fusione a tre



Francoforte avrebbe chiesto al Fitd un piano alternativo alla ricerca di un partner

azioni Carige

Carige torna sotto i riflettori dopo che la Bce sarebbe tornata in pressing sulla banca ligure chiedendo un piano alternativo alla fusione con un altro istituto.

Carige, Bce torna in pressing

Carige infatti ha aperto una data room che ha visto l’interessamento di alcuni soggetti fra cui Banco Bpm, Credem e diversi fondi. Tuttavia non ci sono stati sviluppi.

La ricerca di un partner è la priorità dell’ad Francesco Guido e del Fondo interbancario che detiene l’80% di Carige. Ma nessuna fusione potrà decollare finché non sarà chiusa la trattativa Unicredit-Mps, che tiene in sospeso anche le altre banche e le potenziali nuove manovre di consolidamento nel settore.

La stessa Carige, reduce negli anni scorsi da un lungo commissariamento da parte della Bce e poi “salvata” dal Fitd, ha già segnalato che senza un’aggregazione si profila un aumento di capitale da 400 milioni nel 2022 inoltrato.

Fra la Bce e Carige, scrive oggi il Sole 24 Ore, ci sarebbe un dialogo continuo per la ricerca di una soluzione che metta definitivamente in sicurezza la banca ligure. Ma nelle ultime settimane in particolare Francoforte avrebbe invitato la banca e il suo azionista di riferimento a studiare un piano alternativo in caso di allungamento dei tempi nella ricerca di un partner.

La richiesta sarebbe frutto anche del progressivo avvicinamento alla
scadenza di fine anno: entro questo termine, nei piani concordati a suo tempo, Ccb avrebbe infatti dovuto esercitare l’opzione per acquistare l’80% del capitale di Banca Carige, ma poi si è sfilata.

Carige si candida a fusione a tre

Il management di Carige, Fitd e advisor tuttavia non demordono. Sempre secondo la ricostruzione di stampa, una delle novità che potrebbero favorire una combinazione è il chiarimento dell’Agenzia delle entrate che a inizio settembre ha sottolineato come il beneficio fiscale delle Dta (per Carige circa 400 milioni) sia utilizzabile dall’eventuale acquirente anche in caso di fusioni multiple realizzate in tempi diversi, purchè deliberate dai board entro fine anno.

Si ipotizza il nome di Crédit Agricole Italia, che ha già realizzato
l’acquisizione di Creval nel corso dell’anno, come possibile “cavaliere
bianco”. Possibile in uno schema multiplo anche l’interesse di altri soggetti pronti a muoversi nella nuova fase di M&A, come Bper.

Un aiuto potrebbe arrivare dalla eventuale proroga sulle norma delle Dta al 2022 o dall’innalzamento dal 2 al 3% della soglia sulle Dta. Ma appunto si attendono i verdetti della due diligence Unicredit su Siena.

Quanto a una potenziale trattativa per Carige, uno dei nodi potrebbe riguardare le ppartnership che vedono impegnata la banca genovese: da Ibm a Chenavari sul credito al consumo, fino ad Amissima Vita passata proprio nelle scorse ore da Apollo al gruppo Athora, senza conseguenze al momento sugli accordi con Genova.

In Borsa alle ore 10,00 le azioni Banca Carige sono positive con un +1,02% a 0,7359 euro. Il titolo è sottile e dunque volatile, ma potrebbe essere il segnale che il mercato crede ancora in un’aggregazione.

mediobanca trimestrale 27-10-2021 — 02:22

Mediobanca: trimestrale batte attese, no comment di Nagel su battaglia Generali

Commissioni record. Anche l’outlook è positivo, confermata la politica dei dividendi

continua la lettura