Mer 02 Dicembre 2020 — 15:57

Carige, il socio Ccb valuterà l’effetto Covid prima di esercitare la call



A fine dicembre si chiude la prima finestra per rilevare l’80% della banca ligure attualmente in portafoglio al Fondo interbancario di tutela dei depositi. Si profila un rinvio a giugno

carige ccb

Prima di esercitare la call e prendere il controllo di Carige, il socio Ccb valuterà attentamente l’effetto Covid sui conti della banca ligure.

Carige, Ccb per ora in standby

A fine dicembre si chiude infatti la prima finestra per rilevare l’80% di Carige attualmente in portafoglio al Fondo interbancario di tutela dei depositi. Tuttavia, secondo quanto scrive oggi il quotidiano MF, ogni decisione potrebbe essere rinviata alla prossima finestra di fine giugno 2021.

Cassa Centrale Banca detiene una quota dell’8,3% come stabilito sugli accordi sul salvataggio di Carige di agosto 2019. Il gruppo trentino delle bcc potrebbe prendere tempo prima di decidere sull’opzione di acquisto del 79,99% in mano al Fitd. In ogni caso, ricorda MF, la strategia dovrebbe essere comunicata alle autorità di Vigilanza entro la fine di quest’anno.

Il dossier sembra destinato a slittare di altri 6 mesi a meno che le parti non si accordino prima per una revisione del contratto e un esercizio anticipato dell’opzione. Già alla fine dell’estate peraltro, come previsto dall’accordo quadro, sia il gruppo trentino sia il fondo interbancario hanno avviato una doppia due diligence sui conti di Carige. Obiettivo, reperire tutte le informazioni necessarie a incardinare la trattativa.

Carige e il Covid

La prudenza sembra giustificata dai venti contrari dell’emergenza Covid, che rischiano di complicare l’attività di rilancio messa in piedi dal nuovo ad Francesco Guido: Carige ha diffuso recentemente risultati del terzo trimestre 2020 che hanno evidenziato conti nuovamente in perdita mka anche un’accelerazione dei ricavi.

Quanto a Ccb, è in corso il primo comprehensive assessment da parte della Bce. Se l’esame dovrebbe concludersi nel mese di febbraio, come ipotizzato, è verosimile che il gruppo trentino attenderà il verdetto prima di salire in Carige.

Fitch ha confermato nei giorni scorsi il rating B- con outlook negativo su Banca Carige, sulla base della “constatazione che, nonostante l’inizio della crisi abbia colto Carige in una situazione di relativa debolezza rispetto ai peers, il recente clean-up di bilancio e il rilancio commerciale in corso” consentano “flessibilità finanziaria per l’assorbimento di eventuali shock”. L’outlook è negativo “in relazione ai possibili riflessi delle evoluzioni del contesto recessivo legato alla pandemia”.

Ricorso Malacalza

L’ex socio di riferimento Malacalza Investimenti intanto ha alzato il tiro nella battaglia legale sulla banca ligure, impugnando il commissariamento scattato il 2 gennaio 2019 e concluso il 31 gennaio 2020, dopo aver già portato la Bce al tribunale Ue per ottenere le motivazioni dell’atto.

Tra le motivazioni del ricorso, Malacalza (fino al riassetto del 2019 primo azionista Carige con oltre il 27%) segnala tra l’altro che l’amministrazione straordinaria “appare manifestamente ultronea e non proporzionata” e che la nomina del presidente e dell’amministratore delegato del cda decaduto “appare non rispettosa dell’assenza di conflitto di interessi anche potenziale”.

Un altro fronte che rimane per l’istituto in cerca di rilancio.

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