Mer 11 Dicembre 2019 — 21:34

Carige: aumento di capitale con warrant e azioni gratis per i piccoli azionisti



Firmato l’accordo quadro, banca ripulita dagli Npl. Resta la suspense sulla partecipazione di Malacalza all’operazione

carige apollo

Azioni Carige a sconto, tramite warrant, e un pacchetto di titoli “omaggio” ai piccoli soci, rientrano tra i primi dettagli dell’aumento di capitale messo in cantiere dagli attori protagonisti del salvataggio della banca ligure (le banche del Fitd, Ccb, la Sga del Tesoro) che attende ora il via libera da parte della Bce. Resta inoltre la suspense sulla partecipazione del primo socio Malacalza all’operazione.

Carige: aumento di capitale prevede un premio per gli azionisti

L’accordo quadro, contenente le possibili novità per i vecchi azionisti, è stato siglato nella tarda serata di venerdì tra il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, lo Schema Volontario di Intervento del Fitd (Svi), Cassa Centrale Banca – Credito Cooperativo Italiano (Ccb), e appunto la Sga assieme ad “altre primarie istituzioni finanziarie” (che rileveranno quote del bond Tier 2).

E’ stata così formalizzata la “soluzione privata” per il salvataggio di Carige secondo lo schema approvato dalle banche lo scorso 30 luglio, cioè una ricapitalizzazione complessiva da 900 milioni di euro.

L’operazione si articola in un aumento del capitale sociale per 700 milioni (di cui 85 milioni destinati agli attuali azionisti, 63 milioni al gruppo delle bcc, e la parte rimanente a schema volontario e Fitd) e nel nuovo bond subordinato Tier 2 per 200 milioni.

Warrant e azioni gratis

Una delle novità è che viene prevista l’emissione di warrant da assegnare gratuitamente agli attuali azionisti che sottoscriveranno l’aumento di capitale, in ragione di 1 warrant ogni 4 azioni nuove sottoscritte; tali warrant consentiranno l’acquisto di nuove azioni con uno sconto del 50% sul prezzo di mercato al momento dell’esercizio.

E, solo per i piccoli azionisti, lo Schema volontario sta “mettendo a punto criteri e meccanismi per riconoscere, a conclusione dell’operazione, azioni gratuite per un controvalore pari a 10 milioni a favore di azionisti attuali”, a fronte appunto “di partecipazioni azionarie inferiori a una certa soglia”.

Quest’ultima iniziativa è frutto di una richiesta avanzata da Azione Carige, l’associazione di piccoli soci guidata dal presidente Silvio De Fecondo che raggruppa lo 0,7% del capitale, benché la più ampia platea dei piccoli azionisti di Carige arriva a sfiorare il 35-40%. “Avendo appreso che Ccb dovrebbe entrare in Carige con una quota inferiore al 10%, per poi salire prendendo altre azioni a sconto – ha spiegato De Fecondo – , avevamo chiesto che anche i piccoli azionisti potessero avere azioni a sconto, per riconoscere loro qualcosa che vada a compensare la fedeltà dimostrata alla banca, partecipando ai tre aumenti di capitale susseguitisi in questi anni”.

Carige finalmente ripulita dagli Npl

La decisione se aderire o meno all’aumento di capitale non sarà presa a cuor leggero dai piccoli soci di Carige. Ma uno dei passaggi chiave di questa operazione è che Carige vedrà il bilancio ripulito quasi totalmente dai crediti deteriorati.

Il risanamento prevede infatti “la cessione pressoché integrale dei crediti deteriorati (3,1 miliardi di valore lordo su un totale di 3,5 miliardi)” per la quale i commissari hanno ricevuto un’offerta vincolante dalla Sga del Tesoro.

Il comunicato emesso venerdì notte da Carige indica poi “una manovra di rilancio commerciale e di efficientamento della struttura volta a recuperare i margini reddituali e a ricondurre la Banca su binari di profittabilità e di sostenibilità di lungo periodo”.

Le banche del fondo si dilegueranno quando Ccb eserciterà la relativa opzione per subentrare nel periodo compreso tra il 1 luglio 2020 e il 31 dicembre 2021.

L’assemblea che dovrà approvare il salvataggio dovrebbe svolgersi nella seconda parte di settembre, in concomitanza con la fine del commissariamento Bce che scade il 30. A quel punto anche azioni e obbligazioni Carige dovrebbero essere autorizzate alla riammissione in Borsa.

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