Mar 19 Marzo 2019 — 16:44

Carige a caccia del rimbalzo in Borsa



Seconda seduta positiva, complice la buona intonazione del settore e le indicazioni positive arrivate dalla famiglia Malacalza. A Piazza Affari capitalizza quasi la metà di quanto raccolto nell’aumento

(Aggiornato dopo la chiusura di Borsa) – Titolo Carige in territorio positivo per il secondo giorno di fila a Piazza Affari. Dopo il rialzo dell’1,35% di ieri, oggi guadagna l’1,25% ma a un prezzo di 0,0081 euro rimane sempre molto lontano dal centesimo di euro fissato per le emissioni delle azioni dell’ultimo aumento di capitale. In pratica chi ha acquistato titoli partecipando alla ricapitalizzazione ha finora perso quasi il 20%.

La banca ligure, che attualmente in Borsa vale poco più di 270 milioni di euro, la metà di quanto raccolto con la ricapitalizzazione, tenta dunque un mini-rimbalzo dopo aver subito nelle ultime settimane non solo le incertezze gravanti sul settore bancario ma anche la delusione del mercato per il mancato aumento della partecipazione da parte dei Malacalza fino alla soglia del 28% autorizzata dalla Bce. Secondo le ultime comunicazioni alla Consob, la famiglia di origini piacentine detiene il 20,6% del capitale della banca ligure, mentre, prima di partecipare all’aumento di capitale da 560 milioni di euro, era titolare di poco più del 17,6%.

I Malacalza avevano chiesto e ottenuto il via libera della Bce ad aumentare la partecipazione fino al 28%. La promessa della famiglia è stata dunque solo parzialmente mantenuta, anche se si trattava non di un obbligo bensì di un diritto. La famiglia non intende comunque lasciare sfuggire l’opportunità di aumentare la partecipazione come ammesso ieri da una dichiarazione alla Consob.

Malacalza Investimenti si riserva infatti la possibilità di valutare nei prossimi mesi “l’opportunità di incrementare la partecipazione nel capitale” di Carige “restando comunque al di sotto della soglia del 30%”. L’incremento della quota potrebbe avvenire attraverso l’acquisto di titoli su mercati regolamentati o tramite operazioni fuori mercato, a seconda delle condizioni complessive del listino o delle opportunità di investimento che dovessero presentarsi in Carige.

La holding ha peraltro tenuto a precisare di agire in autonomia e quindi non in concerto con altri investitori smentendo così indiscrezioni su una particolare vicinanza di intenti con Gabriele Volpi, salito a sua volta al 9% della banca genovese. Inoltre i Malacalza, probabilmente per rispondere alla recenti critiche della Bce in tema di governance, hanno negato l’intenzione di influenzare la gestione nonostante abbia una quota tale da poter esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria della banca.

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