Mar 28 Giugno 2022 — 22:52

Bper, nel piano industriale 2022-2025 almeno 1 miliardo di dividendi



Cessione di asset non strategici e taglio dei costi per un modello di business “multi-specialista e capital light”

bper acquisizione carige

Azioni Bper in rosso, nel mirino di prese di beneficio, dopo i numeri del piano industriale 2022-2025 che prevede fra l’altro un utile netto di 800 milioni a fine piano, la distribuzione di almeno 1 miliardo di dividendi, sinergie dalla fusione con Carige per 155 milioni, cessione di asset non strategici e un corposo taglio dei costi in un modello di business “multi-specialista e capital light”.

Bper, piano industriale 2022-2025

Il piano Bper, che fa seguito alla recente acquisizione del controllo di Carige, in attesa dell’opa residuale che porterà alla fusione, punta a un utile netto di 800 milioni a fine piano, con un ritorno sul capitale tangibile (Rote) superiore al 10%. I proventi operativi netti sono attesi in rialzo da 3,38 miliardi a 4,37 miliardi con un incremento del margine di interesse e delle commissioni vicino al 4% annuo.

Sul fronte dei dividendi, ovviamente sempre apprezzati dagli investitori, Bper prevede un payout del 50% nel 2025 e la distribuzione di almeno 1 miliardo di cedole in arco di piano.

Il Cet1 fully phased è visto superiore al 13%, mentre viene confermata l’attenzione per la qualità del credito con un npe ratio lordo sotto il 4% (e 3,6% a fine piano lo stesso rapporto fra crediti deteriorati lordi e totale crediti).

Bper, nel piano integrazione Carige e cessioni per mezzo miliardo

Prevista l’integrazione di Carige entro il 2022 con sinergie di 155 milioni lordi a regime dal 2024 e al 50% già nel 2023. In particolare 85 milioni di sinergie di costo, 40 milioni da funding, e 30 milioni di ricavo.

Bper piano industriale 2022-2025

Bper, la presentazione questa mattina a Milano del piano industriale 2022-2025

Fra i target spicca la dismissione selettiva di asset non strategici con impatto positivo di oltre 500 milioni sul Cet1; e la chiusura di circa 600 filiali di cui 140 filiali già chiuse. In tema di esuberi e ricambio generazionale, il piano Bper identifica “interventi che consentono l’uscita di circa 3.300 risorse e l’assunzione di 1.450 persone”.

Fra le operazioni straordinarie confermata la vendita della “piattaforma interna di recupero sofferenze e Utp con contestuale trasferimento di un portafoglio di crediti deteriorati, per il quale si sono già ricevute manifestazioni di interesse non binding da 4 primari operatori specializzati”.

Commissioni

Per l’ad di Bper Piero Montani “il piano industriale 2022-2025 approvato dal cda, delinea una nuova fase di sviluppo del Gruppo Bper Banca con obiettivi ambiziosi ma che sappiamo essere alla nostra portata”.

Lo sviluppo organico si focalizzerà su wealth management e asset management, che contribuiranno a generare il 40% circa delle commissioni di gruppo, bancassurance, Cib e credito al consumo. Previsto “consolidamento e specializzazione del private banking, facendo leva sul veicolo Cesare Ponti”.

La banca partner di Unipol (primo azionista con il 19,9%) vede il rafforzamento della bancassurance, con “premi protezione previsti in crescita a circa 360 milioni nel 2025 dai 200 del 2021 e conseguente incremento delle commissioni previste a oltre 110 mln nel 2025 da 60”.

Piano Bper, analisti

Il titolo oggi tira il fiato in Borsa dopo i recenti guadagni in scia alle attese per il piano e alle raccomandazioni positive degli analisti. Inoltre le banche sono meno ottimiste dopo le intenzioni bellicose svelate dalla Bce, e guardano oggi più ai rischi (recessione) che ai benefici (margini più alti) derivanti dal rialzo dei tassi.

Quanto alle previsioni degli analisti sul piano, Equita si attendeva utili a 770 milioni nel 2025, con un ritorno sul capitale tangibile del 9%. A livello di dividendi il payout era visto “in progressiva crescita, al 50% al 2025”, con una “distribuzione cumulata pari a circa 960 milioni”.

Il broker oggi prende atto che la politica dei dividendi annunciata è sostanzialmente nelle attese così come le stime dell’utile netto anche a fronte di target operativi migliori delle previsioni.

Gli analisti di Bestinver commentano il taglio delle filiali: “E’ piuttosto controintuitivo acquistare 382 sportelli Carige e nello stesso orizzonte di piano chiudere sportelli che rappresentano 1,5 volte la dimensione di Carige: ora capiamo, in altre parole, perchè Bper ha comprato Carige” alludendo ai crediti fiscali e alla ricapitalizzazione a carico del Fitd. Una dote spiegano
che insieme ai proventi delle cessioni di asset servirà a finanziare la riduzione del numero degli sportelli.

In Borsa alle ore 10,02 Bper -4,66% a 1,86 euro con il Ftse Mib in calo di oltre il 2%.

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