Gio 21 Novembre 2019 — 02:57

Bper, il “socio” Cimbri (Unipol) dice no a Carige



Per l’ad del gruppo assicurativo, primo azionista della banca modenese ora con il 19,99%, la banca ligure merita una soluzione industriale ma non è il momento

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Il salvataggio di Carige dovrebbe prevedere una soluzione industriale, ma per Bper “non è il momento”. Lo ha detto il numero uno di Unipol, Carlo Cimbri, in un’intervista al Sole 24 Ore. Cimbri peraltro, come largamente atteso, ha confermato che il colosso bolognese delle assicurazioni è salito entro il 30 giugno al 19,99% di Bper, istituto del quale era già primo azionista.

Bper, Cimbri (Unipol) “per il momento” dice no a Carige

Per il salvataggio di Carige, dopo la proroga della Bce, sono in corso contatti tra il Fitd gli azionisti a partire da Malacalza. Questo il pensiero di Cimbri: “Credo che in queste situazioni se non si cercano soluzioni industriali di fatto si rimanda solo il problema. L’approdo futuro di Carige, a mio parere, deve essere all’interno di un gruppo bancario. Detto questo, Bper in questo momento ha il suo programma e lo sta portando avanti. Oggi non ci sono le condizioni per fare un’operazione”.

In prospettiva però, dice il numero uno di Unipol al Sole, “Bper dovrà per forza mettersi in gioco in un’ottica di potenziale consolidamento del settore. E’ prematuro parlarne. Di consolidamento si discute da tanto tempo e per come è strutturato il settore bancario è un passaggio necessario. Poi, per realizzarlo, bisogna che si creino le condizioni giuste. Indubbiamente c’è bisogno di un’altra grande banca nazionale oltre a Intesa Sanpaolo”.

Bper, verso un ricambio nella governance

Cimbri torna poi sul tema della governance, con Unipol che a questo punto dovrebbe entrare in cda. “Bper sta portando avanti il suo piano. Certo c’è un fatto oggettivo, la compagine azionaria è mutata sensibilmente. E non parlo solo di noi. A esito dell’aumento di capitale la Fondazione Banco di Sardegna avrà oltre il 10% dell’istituto e noi comunque saremo stabili attorno al 20%. Rispetto a un anno fa quando è stato rinnovato il consiglio di amministrazione ci sono stati dei cambiamenti strutturali”.

“Dal punto di vista soggettivo, poi, sono venuti a mancare quegli elementi che ci avevano portato a decidere di restare fuori dal board. Prima avevamo una banca, Unipol Banca, e una partecipazione importante in Bper, il che poteva generare delle situazioni di conflitto di interesse, ora abbiamo solo la partecipazione. Spesso sono gli stessi organi amministrativi che prendono atto del mutamento di contesto”.

Assicurazioni, Cimbri attende revisione di Solvency 2

Quanto alle sfide per Unipol e il comparto assicurativo, “ci aspettiamo una revisione delle norme prudenziali previste da Solvency II a livello europeo visto che nell’attuale regime le compagnie italiane di fatto non possono mitigare linearmente le variazioni dello spread”, ha detto Cimbri.

“Introdurre invece differenze nella valutazione ai fini Solvency tra i titoli dei vari paesi europei è un’eventualità da scongiurare. Non per le compagnie italiane che si adeguerebbero a qualsiasi regola ma nell’interesse del paese. Si ridurrebbe la domanda di Btp con conseguenze sul costo del debito. I tassi bassi poi non fanno bene a un settore che fa investimenti di lungo termine prevalentemente in titoli di debito. Il settore necessita di asset class liquide ed è naturale che le compagnie privilegino investimenti in titoli del proprio paese anche per ragioni di hedge geografico”.

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