Gio 21 Marzo 2019 — 11:38

Borsa, Milano non partecipa a festa Trump



A sorpresa Europa e Wall Street in netto rialzo, negative solo Piazza Affari e Madrid. Il dollaro si rafforza, riparte anche il petrolio

Nel giorno della vittoria di Donald Trump la vera sorpresa è la reazione delle Borse. L’elezione dell’outsider repubblicano a presidente degli Stati Uniti è stata salutata con diffusi guadagni, con la sola eccezione di Milano e Madrid.

A Piazza Affari infatti il Ftse Mib infatti ha chiuso in calo dello 0,10% a 16.799 punti, in controtendenza con il resto d’Europa: Francoforte +1,56%%, Parigi +1,49%, Londra +1%. La peggiore è comunque Madrid con un -0,4%. L’Eurostoxx di area euro termina a quota 3.056 punti (+1,1%).

La giornata era partita in Asia con un crollo del Nikkei e una corsa ai beni rifugio. A metà mattina le Borse europee hanno iniziato un graduale recupero, per girare in positivo dopo l’apertura di Wall Street, che vede ora i principali listini in netto rialzo: Dow Jones +0,9% a 18.503 punti, S&P 500 +0,7% a 2.156, Nasdaq +0,6% a quota 5.225.

I mercati avevano puntato, pur cautamente, sulla candidata democratica Hillary Clinton, soprattutto nelle ultime due sedute, mentre lo scenario Trump era stato comunque in parte scontato con le turbolenze della settimana scorsa. Secondo Alessandro Picchioni, Presidente e Direttore Investimenti di WoodPecker Capital, “la storia tra il nuovo presidente ed i mercati è ancora tutta da scrivere. Trump è pro mercati e sicuramente non andrà a modificare il rapporto capitale/lavoro corrente che rappresenta il vero cardine delle borse globali. Cercherà invece di accontentare il suo elettorato su altri campi simbolici, quali l’immigrazione e la sicurezza. La sentenza sui mercati arriverà nel medio termine mentre nel breve ci aspettiamo una navigazione a vista ed anche un eventuale ma breve honeymoon con Wall Street. Trump potrebbe anche spingere al rimpatrio del capitale in eccesso delle platform company globali tramite uno scudo fiscale, una mossa che dovrebbe portare ad un rialzo del dollaro nel corso del 2017”.

Trump inoltre ha pronunciato un discorso in cui ha tenuto a sottolineare di voler essere “il presidente di tutti gli americani”, spendendo anche parole di elogio e ammirazione per la candidata sconfitta. “Trump ha sottolineato i temi di conciliazione e cooperazione e ribadito che intende attuare politiche che rafforzino la crescita – commentano gli analisti di Intesa Sanpaolo – . In termini di politica economica, lo scenario più probabile in un contesto di mandato omogeneamente repubblicano è di politica fiscale espansiva almeno nel prossimo biennio, con possibili riforme tributarie sia per le imprese sia per le persone fisiche e possibili aumenti di spesa per infrastrutture”.

Un’altra soprepsa è il rafforzamento del biglietto verde, dopo le vendite di stamani. L’euro segna in questo momento 1,0934 dopo avere lambito 1,13 dollari durante la seduta asiatica.

L’oro, bene rifugio per eccellenza, torna a quota 1.275 dollari dopo avere toccato in mattinata i 1.337 dollari.

Intanto il petrolio vede il Wti a 45,67 dollari e il Brent a 46,69 dollari al barile, entrambi in rialzo dell’1,5%.

A Piazza Affari non mancano i forti acquisti, guidati come altrove dai settori che potrebbero beneficiare delle politiche annunciate da Trump in campagna elettorale. In cima al listino quindi Buzzi Unicem (costruzioni) segna +8% a 19,46 euro. Bene anche Leonardo Finmeccanica (difesa) +7,6%, mentre Tenaris e Saipem (infrastrutture, servizi petroliferi) guadagnano rispettivamente il 6,5% e 5,7%, seguite da Cnh Industrial (+5,6%).

Recordati +4,3% in scia al comparto mondiale dei farmaceutici al riparo dal controllo dei prezzi minacciato dalla Clinton.

Le vendite sono dettate da motivi che esulano dal tema delle presidenziali Usa. In fondo al listino Italgas -6,9% e Snam -4,5% dopo il recente scorporo a Piazza Affari, mentre Bpm, Banco Popolare e Mediaset, tutte in calo di circa il 3,8%, risentono delle trimestrali approvate ieri.

Le altre banche chiudono in ordine sparso. Mps termina a -0,67% dopo avere ceduto in apertura fino all’11%. Nel comparto svetta Bper +1,5% mentre Unicredit segna +0,75 a 2,23 alla vigilia dei conti del terzo trimestre.

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