Gio 21 Marzo 2019 — 11:35

Borsa Milano giù, si allarga lo spread



Europa tutta in rosso ad eccezione di Madrid. Nuovi record Wall Street, l’oro sui massimi da 3 mesi

Le Borse europee chiudono per lo più in rosso una seduta nervosa e condizionata in parte dalle trimestrali. A Milano il Ftse Mib cede lo 0,35% a 18.819 punti.

Ancora tensione nell’obbligazionario. Il differenziale (spread) tra Btp e Bund tedesco a 10 anni si allarga a 197 da 189 punti base della chiusura di ieri. Il rendimento del benchmark italiano sale al 2,2% dal 2,17% di ieri. Acquisti invece sui titoli francesi, nonostante l’incertezza per le elezioni presidenziali, con l’Oat a 10 anni che scende sotto l’1%.

Le altre Borse europee vedono Francoforte in calo dello 0,42% a 11.947 punti, Parigi -0,09%, Madrid eccezione positiva +0,17%, Londra -0,42%.

L’indice Eurostoxx di area euro si attesta nel finale a 3.333 punti (-0,16%), Stoxx 600 europeo a 372,85 (-0,14%).

A Wall Street i principali indici procedono in ordine sparso dopo avere segnato tutti, in apertura, nuovi massimi storici. Il Dow Jones avanza dello 0,25% a 20.828 punti, S&P 500 +0,02% a 2.363 punti, Nasdaq -0,5% a quota 5.829 punti.

Sul mercato dei cambi l’euro/dollaro segna quota 1,0582 (+0,26%).

Positivo il petrolio con il Brent a 56,45 dollari (+1,1%) e il Wti a 54,33 (+1,4%). In evidenza l’oro sui massimi da 3 mesi poco sotto i 1.250 dollari l’oncia.

A Piazza Affari sul Ftse Mib svetta Telecom Italia +1,5% a 0,77 euro
in scia al buon andamento del comparto in Europa dopo i conti migliori delle attese della francese Bouygues e di Telefonica in Spagna. Prosegue la corsa di Stm +0,9% dopo le promozioni di Equita e Barclays, con quest’ultima che ha alzato sensibilmente il target price portando la raccomandazione sul titolo a Overweight.

Fra i migliori oggi anche Unicredit +1,14% a 12,44 euro nell’ultimo giorno utile per esercitare il diritto di opzione. I risultati del maxi aumento di capitale da 13 miliardi saranno resi noti nelle prossime ore. Successivamente saranno di nuovo offerti gli eventuali diritti inoptati fino al prossimo 10 marzo, giorno di chiusura dell’operazione. Le banche del consorzio di garanzia si sono comunque impegnate a sottoscrivere le azioni di nuova emissione non sottoscritte al termine dell’operazione.

Si concede un recupero Banco Bpm +0,6% a 2,31 euro. Le banche così limitano i danni con l’indice di settore di poco sopra la parità. In calo però Bper -1,78%, Ubi -1,3%, Intesa Sanpaolo -0,75%.

Occhi puntati sui petroliferi. Tenaris ha pubblicato una trimestrale in chiaroscuro, con i conti che tornano tuttavia all’utile e sono in linea con le previsioni del consensus. Il titolo finisce nel mirino dei realizzi -3,7% a 15,61 euro.
Saipem in rialzo dello 0,42% in attesa dei conti 2016 che a mercati chiusi hanno rivelato un rosso di 2,087 miliardi di euro, a causa di svalutazioni e oneri di riorganizzazione, dopo la perdita di 806 milioni di euro registrata nel 2015. Il risultato adjusted segna un utile di 226 milioni di euro (da -508 milioni nello scorso esercizio). Saipem conferma però le stime per il 2017, con 10 miliardi ricavi e utile netto superiore a 200 milioni di euro. Eni +0,35% a 14,41 euro.

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