Ven 18 Gennaio 2019 — 01:31

Bnl sempre più francese, ma rimane Abete



L’imprenditore romano è destinato a mantenere il vertice di Bnl nonostante il peso e il numero dei dirigente francesi cresca di continuo

Bnp Paribas prosegue con la ‘francesizzazione’ della sua controllata italiana Bnl ma conferma ancora per diversi anni la presidenza a Luigi Abete.

La banca transalpina ha apportato alcune modifiche alla sua struttura manageriale con l’ingresso di nuovi dirigenti che avranno il compito di rafforzare la sua presenza su un mercato italiano dove è sempre più forte Crédit Agricole, in particolare dopo la campagna acquisti che ha portato la ‘Banque Verte’ a rilevare le casse di risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato, Pioneer e Banca Leonardo.

Forse per rispondere all’aggressivo espansionismo della concorrente e connazionale, Bnp Paribas sembra voler rafforzare le sue attività in Italia, un mercato comunque importante, anche da un punto di vista dimensionale grazie proprio a Bnl, storica banca romana acquista nel 2006 con un blitz rapido e sorprendente dopo le fallimentari e controverse Opa lanciate in precedenza da Bbva prima e Unipol poi.

Per rafforzare il management è stato per esempio chiamato da tempo Vittorio Ogliengo, già manager di Fiat, Barilla e Unicredit, che il primo marzo assumerà l’incarico di vice direttore generale di Bnl e presidente esecutivo del Corporate & Institutional Banking Italia di Bnp Paribas con l’obiettivo di ampliare la base clienti, ma è un’altra nomina a imprimere una svolta nella francesizzazione della banca romana. Thierry Bernard, attuale direttore operativo di Bnp Paribas e responsabile dei controlli, assumerà il prossimo aprile l’incarico di vice direttore generale e direttore finanziario di Bnl attualmente ricoperto da Angelo Novati.

Se qualcosa cambia tra le prime file manageriali, resta invece immutabile la presidenza, affidata dall’ormai lontano 1998 a Luigi Abete. L’amministratore delegato di Bnp Paribas, Jean-Laurent Bonnafè, avrebbe annunciato la sua conferma, fino al 2020, pochi giorni fa, in occasione della riunione dei vertici mondiali del gruppo bancario transalpino organizzata a Roma.

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