Dom 17 Febbraio 2019 — 15:46

Banco Bpm: utile sotto attese, stringe su Npl



Nel trimestre i profitti mancano le previsioni degli analisti, ma il focus è sul piano di derisking. Via 5 miliardi di sofferenze entro giugno, 10-15 soggetti interessati, l’ad Castagna apre a un’operazione “stile” Intesa Sanpaolo

Risultati misti per Banco Bpm nei primi tre mesi dell’anno, almeno rispetto alle stime degli analisti. Il focus però è sull’accelerazione del piano di derisking, cui

si aggiunge un’apertura del management alla cessione della piattaforma di Npl sul modello della recente operazione “benchmark” di Intesa Sanpaolo con gli svedesi di

Intrum.

Sul fronte dei conti la banca lombardo-veneta ha chiuso il trimestre con un utile netto di 223 milioni di euro (115 milioni nel pari periodo 2017) che si confronta con

attese del consensus per 255 milioni. Il risultato beneficia della plusvalenza di 176 milioni legata agli accordi di bancassicurazione con Cattolica.

I ricavi si attestano a 1,167 miliardi, in calo dello 0,5% e migliori delle attese per 1,136 miliardi. In particolare, il calo delle commissioni (-7,6%) è stato

compensato dalla crescita del margine di interesse (+8,5%).

Gli oneri operativi segnano 769,5 milioni (-0,1%), mentre il rapporto cost/income passa al 65,9% dal 65,7%.

Sul lato patrimoniale, il coefficiente Cet1 fully phased pro forma è al 12,1% (al 13,48% il dato phased-in).

Ricco di dettagli il capitolo legato alla qualità del credito. Se da fine 2017 i crediti deteriorati netti sono calati di 1,7 miliardi, per un’incidenza sul totale

impieghi al 10,7% (dal 12,1%), viene confermata la cessione di 5 miliardi di sofferenze con garanzia pubblica (Gacs) entro il primo semestre. I rating delle tranche

della cartolarizzazione sono attesi entro maggio e l’istituto ha già avviato contatti con gli investitori per il collocamento delle tranche Junior e Mezzanine. I soggetti interessati sarebbero 10-15, secondo quanto rivelato dall’ad Giuseppe Castagna.

Il progetto è stato chiamato “Exodus” e consentirà a Banco Bpm di completare oltre il 70% del piano complessivo di cessione degli Npl. Resteranno poi da cedere 3,5

miliardi entro il 2020 dopo i 9,5 miliardi venduti complessivamente dal 2016. Il portafoglio Exodus sarà composto al 74% da crediti secured (26% unsecured) e

comporterà la riduzione di circa 1,3 miliardi di asset ponderati per il rischio. Gli effetti contabili dell’operazione saranno inclusi nei conti del primo semestre.


In conference call con gli analisti Castagna ha inoltre accennato alla recente transazione di Intesa Sanpaolo.
“Dopo l’importante operazione – ha spiegato –

abbiamo ricevuto diverse opportunità per vendere la nostra piattaforma di gestione insieme ad altri npl oltre a quelli la cui cessione è già prevista nel piano”.

Castagna ha aggiunto che la banca manterrà “un comodo livello di copertura” in modo da “poter esplorare qualsiasi opportunità” e “andare oltre gli obiettivi del piano

di derisking”.

Il mercato però guarda soprattutto ai numeri sotto le attese e in Borsa le azioni Banco Bpm aprono oggi in calo. Il titolo alle ore 9,06 cede il 3% a 2,96 euro.

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