Mar 26 Maggio 2020 — 23:47

Banco Bpm, un fondo chiede “cambio di marcia”



L’hedge fund Davide Leone & Partners, che ha il 4,70% del capitale, va all’attacco della governance

banco bpm fondo

Un fondo attivista mette nel mirino la governance di Banco Bpm. E va all’attacco chiedendo “urgentemente” un “radicale cambio di marcia”. Si tratta dell’hedge fund Davide Leone & Partners, presentatosi all’ultima assemblea con il 4,70% del capitale.

Banco Bpm, fondo all’attacco

Le critiche del fondo, gestito dall’investitore italiano basato a Londra Davide Leone, emergono dalla dichiarazione di voto a favore della lista di Assogestioni in occasione dell’assemblea a porte chiuse di Banco Bpm svoltasi lo scorso 6 aprile.

Secondo il fondo la banca guidata dall’ad Giuseppe Castagna (nella foto) “necessita urgentemente di un radicale cambio di marcia, alla luce di quanto avvenuto negli ultimi anni, a cominciare dalle truffe ai clienti sugli investimenti in diamanti, e da affidamenti imprudenti, che hanno portato la banca, dopo la disastrosa acquisizione del Banco Popolare, ad uno dei più alti tassi di sofferenze (npe ratio) tra le banche italiane”.

Secondo azionista

Davide Leone & Partners si attesta al 4,7% del capitale, quota che lo qualifica come secondo azionista dietro a Capital Research and Management (4,988%) e davanti a Invesco (2,575%), all’Enpam (1,95%), alla Fondazione Crt (1,78%), alla Fondazione Carilucca (1,24%) e a Calzedonia Holding (1,15%).

Il fondo ha contribuito alla presentazione della lista di Assogestioni che, in un’assemblea a cui era intervenuto circa il 35,4% del capitale, ha raccolto il 22,6% dei voti , a fronte del 76,7% conseguito dalla lista del cda uscente, ottenendo l’elezione di due dei suoi tre candidati in consiglio, oltre alla presidenza del collegio sindacale, quest’ultima con il sostegno del 35% dei voti.

Governance nel mirino

Nel mirino del fondo la mancanza di discontinuità della lista del cda. “Dobbiamo anzi sottolineare la nostra sorpresa e delusione per il fatto che – fatta eccezione per la prestigiosa candidatura di Massimo Tononi alla presidenza – il consiglio abbia deciso di proporre una lista che di fatto replica la governance degli ultimi tre anni, nonostante l’esperienza Bpm in questo periodo sia stata talmente travagliata e negativa da rendere doveroso voltare pagina”.

Per DL & Partners sarebbe stato “fondamentale, dopo anni così travagliati, dare un forte segnale di cambio di direzione, eleggendo persone nuove in consiglio, sia per rassicurare i clienti, sia per rafforzare la credibilità della banca di fronte al mercato”.

Invece “il consiglio uscente, guidato dal pur confermato Dottor Castagna, ha scelto di non farlo”.

Prossime mosse

DL & Partners ha eletto l’avvocatessa svizzera Nadine Faruque e Alberto Manenti, già Direttore dell’Aise (l’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna).

Resta da vedere a quali mosse potrebbe preludere l’iniziativa del fondo, e se l’arrivo di Massimo Tononi alla presidenza potrà stemperare le tensioni dopo le sferzate del socio attivista.

Il mercato guarda fra l’altro al dossier M&A, con l’Ops di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca che sembra aver mandato a monte l’attesa fusione tra Banco Bpm e la stessa Ubi. Quanto ai conti del primo trimestre 2020, l’appuntamento è per giovedì 7 maggio.

Intanto oggi il titolo ritrova verve in Borsa, in linea con il resto del comparto bancario: alle ore 10,08 le azioni Banco Bpm segnano +1,87% a 1,115 euro.

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