Mer 02 Dicembre 2020 — 17:53

Banco Bpm mette in standby il dossier Crédit Agricole



Le restrizioni ai movimenti dovute al Covid e le posizioni espresse dal Copasir avrebbero spinto i vertici a una pausa di riflessione

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Pausa di riflessione di Banco Bpm sul dossier Crédit Agricole. L’istituto guidato dal ceo Giuseppe Castagna e presieduto da Massimo Tononi avrebbe decisimo di mettere in stand-by le trattative per un’eventuale fusione con la banca francese.

Banco Bpm-Crédit Agricole, pausa di riflessione?

La scelta sarebbe maturata alla luce delle nuove restrizioni ai movimenti legate all’emergenza coronavirus, ma anche dall’orientamento emerso nel Comitato parlamentare sulla sicurezza (Copasir), che ha acceso un faro sulle possibili ingerenze estere, francesi soprattutto, che insidierebbero le società italiane. Lo ha scritto nel fine settimana il quotidiano Il Messaggero.

Banco Bpm aveva stabilito contatti ad alto livello con Crédit Agricole. Nei giorni scorsi Castagna, presentando i conti, non aveva commentato le indiscrezioni sul possibile matrimonio italo-francese, confermando tuttavia l’interesse alla nuova fase di M&A bancario, ma avvertendo che le restrizioni agli spostamenti avrebbero reso più difficili gli scambi con i potenziali partner (fra cui anche Unicredit e Bper, sempre secondo i rumors).

mps banco bpm

Il ceo di Banco Bpm, Giuseppe Castagna

Banco Bpm nel frattempo ha chiuso il terzo trimestre 2020 con un utile netto in crescita a 157,3 milioni da 98,2 milioni del pari periodo 2019, e ben superiore alle attese per 80 milioni.

Da parte sua Credit Agricole Italia ha registrato una solida ripartenza dell’attività commerciale nel trimestre.

Bpm e Crédit Agricole, dossier in standby

Il dossier sulla potenziale fusione vede schierati gli advisor Lazard per Banco Bpm e Rothschild per Agricole e stando alle indiscrezioni di stampa i consulenti si sarebbero scambiati nel frattempo i numeri delle due realtà.

In particolare nelle attività italiane di Crédit Agricole verrebbero evidenziati il Roe, il costo del credito e altri indicatori di efficienza, traducendosi in una superiorità inequivocabile nell’eventualità di una fusione, scrive il Messaggero.

Parigi potrebbe così avere il 40%, quota che secondo le logiche francesi porterebbe a consolidare la partecipazione, facendo diventare quindi l’ipotetico Bpm-Agricole una controllata, con tutte le conseguenza in termini di autonomia per Piazza Meda (anche se Castagna potrebbe diventare ad con Giampiero Maioli presidente).

Anche questi aspetti avrebbero raccomandato prudenza, mentre il focus è anche sul prossimo aggiornamento del piano industriale per recepire l’impatto del coronavirus.

In Borsa alle ore 9,52 le azioni Banco Bpm segnano +1,7%, in linea con la nuova giornata di rialzi per Piazza Affari che vede il Ftse Mib a +1,95%.

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