Mar 11 Agosto 2020 — 09:00

Banco Bpm, il progetto Ace va al Credito Fondiario



L’ex Fonspa, in cordata con Elliott, batte la concorrenza di altri due sodalizi e acquista sofferenze per almeno 7 miliardi. Prezzo ancora da definire ma si parla di un valore anche del 25%, in linea con le richieste della banca

Banco Bpm ha scelto il consorzio composto da Credito Fondiario ed Elliott per il progetto Ace.

L’ex Fonspa ha così battuto la concorrenza di DoBank con Fortress e illimity e di Prelios con Christofferson Robb & Company e Davidson Kempner presentando un’offerta vincolante in linea con le richieste della banca guidata da Giuseppe Castagna. Negli ultimi giorni la banca romana avrebbe infatti presentato un rilancio decisivo con un prezzo coerente con gli auspici di Banco Bpm. Si parla di almeno il 25% anche se il corrispettivo finale deve ancora essere determinato.

L’operazione riguarda un portafoglio di sofferenze da 7,8 miliardi anche se Banco BPM ha la facoltà di ridurre l’ammontare a 7 miliardi. E’ prevista anche la possibilità, per la tranche senior della relativa cartolarizzazione, di chiedere l’accesso alla Gacs, ma in caso contrario e a discrezione di Banco Bpm, l’operazione potrà essere strutturata come bilaterale: sarà la stessa banca a sottoscrivere i titoli senior. I titoli junior e mezzanine saranno invece sottoscritti da Elliott.

E’ inoltre prevista creazione di una piattaforma, valutata 143 milioni di euro, per il recupero dei crediti, che vedrà il Credito Fondiario avere il 70% e il Banco il restante 30%, sulla base di un contratto decennale per il servicing dell’80% dei nuovi flussi di sofferenze generate dalla banca. Banco Bpm, intenzionata ad avviare il confronto con le organizzazioni sindacali per assicurare il pieno rispetto delle disposizioni di legge e contrattuali applicabili, ha così deciso di seguire la stessa strada intrapresa da Intesa Sanpaolo con Intrum.

Quanto al corrispettivo, come detto, non è stato ancora determinato perchè dipenderà dalla dimensione definitiva del portafoglio, dell’accesso allo schema Gacs e del riscontro delle agenzie di rating.

L’offerta vincolante prevede comunque un corrispettivo minimo (backstop) a copertura dei diversi scenari e una cooperazione tra le parti per aumentare il livello di titoli senior e, quindi, il corrispettivo di cessione.

L’impatto patrimoniale previsto sul Cet 1 del combinato delle operazioni sarà in ogni caso inferiore al beneficio di capitale derivante
dalla recente riorganizzazione del credito al consumo
.

L’operazione, che è previsto si concluda per la fine del secondo trimestre del 2019, consentirà a Banco Bpm di ridurre l’NPE ratio lordo al 30 settembre 2018 dal 15,9% al 10,6%/11,3%, a seconda della dimensione del portafoglio finale. L’NPL ratio lordo calerà dall’8,6% al 3,0%/3,7%.

A Piazza Affari il titolo Banco Bpm segna, alle 9,07, un rialzo dell’1,48%.

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