Gio 29 Ottobre 2020 — 06:02

Banco Bpm e Crédit Agricole, spunta accordo di riservatezza per fusione



Obiettivo sarebbe scambiarsi informazioni e intavolare un negoziato. Secondo una fonte della banca italiana i colloqui hanno riguardato la partnership in Agos

banco bpm

Banco Bpm e Crédit Agricole hanno firmato un accordo di riservatezza per discutere una fusione, secondo Il Messaggero. Un rumor che ne conferma altri, diffusi nelle scorse settimane.

Banco Bpm e Crédit Agricole, accordo di riservatezza per fusione

Banco Bpm si appresterebbe ad aprire un negoziato vero e proprio per l’operazione con Crédit Agricole. Allo scopo, scrive oggi il giornale romano, dopo i diversi contatti fra i ceo Giuseppe Castagna e Philippe Brassac, i due istituti avrebbero firmato un accordo di riservatezza per scambiarsi più facilmente informazioni. Le parti non si sarebbero ancora incontrate di persona a causa del Covid, che ha impedito a Castagna di recarsi a Parigi.

Una fonte vicina a Banco Bpm, interpellata dall’agenzia Reuters, ha confermato l’interesse dell’istituto alla nuova fase di fusioni e acquisizioni bancarie, ma ha spiegato che i recenti colloqui si sono concentrati sulla partnership nel credito al consumo, Agos.

banco bpm castagna

Giuseppe Castagna

Il Messaggero parla invece di un accordo di riservatezza, finalizzato allo scambio di informazioni, aggiungendo che tra Milano e Parigi da qualche giorno sarebbero in corso scambi di numeri e dati riferiti ai valori di libro dei due gruppi, per potersi conoscere meglio ai fini di una valutazione.

Rapporti di forza

Non ci sarebbero advisor con mandati formali, ma Lazard sta aiutando il team di Castagna, Jp Morgan la banca francese, che ha in Italia il suo maggiore mercato dopo quello domestico.

Sulla possibile architettura della fusione Banco Bpm-Crédit Agricole sono circolate diverse ipotesi. Secondo l’odierna ricostruzione di stampa, Banco Bpm potrebbe rappresentare il 55-60% della business combination che nascerebbe da un’offerta di scambio che coinvolge Piazza Meda e Crédit Agricole Italia.

Da questi valori potrebbero discendere i rapporti di forza della nuova banca anche in termini di governance dove la maggioranza sarebbe della componente Banco, fermo restando però che il socio francese sarebbe unico, mentre gli azionisti italiani molto frazionati, spiega il giornale.

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Giampiero Maioli

Banco Bpm-Agricole, le ipotesi di governance

Brassac, prosegue l’analisi, metterebbe la ex Cariparma, Friuladria e Agos di cui detiene il 61%, mentre il Banco ha il 39%. Del gruppo franco-italiano con sede a Parma, la capogruppo francese possiede l’85%, mentre il 15% è frazionato tra le Fondazioni di Parma, La Spezia, Piacenza. Nel Banco, il primo socio è un investitore finanziario anglosassone – Capital research and management company con il 4,99% – mentre c’è una presenza frazionata di Fondazioni guidate da Crt, che vanta l’1,9% e insieme alle altre (Lucca con l’1,2%, Alessandria lo 0,5% e Cariverona lo 0,5%) coagula il 4,1% circa.

Crédit Agricole opera in Italia con circa 1.000 filiali, ha 6,4 miliardi di patrimonio netto, 2 milioni di clienti, 3,5 miliardi di proventi operativi netti. A sua volta il Banco ha una rete di 1.800 filiali, un totale attivo di 179,4 miliardi, 116 miliardi di raccolta diretta, 76,1 miliardi di indiretta, 106 miliardi di impieghi.

Anche se ancora i colloqui sono preliminari, comunque la sede sarebbe Milano e il nome dovrebbe comprendere i due brand. Così come è prematuro parlare di poltrone, anche se sono diversi i nomi spendibili: dallo stesso Castagna, 61 anni, disponibile a proseguire la sua esperienza nel gruppo; il neo presidente Massimo Tononi, 56 anni; l’apprezzato numero uno di Crédit Agricole Italia, Giampiero Maioli.

In Borsa alle ore 10,00 le azioni Banco Bpm segnano -1,27% a 1,5905 euro con il Ftse Mib in calo di circa il 2% sui timori di nuovi lockdown; Crédit Agricole cede circa il 4% a Parigi, in linea con il comparto francese.

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