Mer 27 Ottobre 2021 — 18:20

Banco Bpm, Castagna “vota” Bper e si difende da Unicredit



Il ceo in pressing sulla politica per rivedere la norma sugli sgravi fiscali che favorirebbe la banca guidata da Orcel mettendo fuori gioco Bper

banco bpm castagna

Fusioni bancarie sempre sotto la lente del mercato mentre si fanno più nitide le possibili aggregazioni e le posizioni in campo. Il ceo di Banco Bpm Giuseppe Castagna, in particolare, avrebbe confermato la sua preferenza per un matrimonio con Bper e secondo diverse fonti di stampa si sarebbe mosso anche con la politica per difendere Piazza Meda dalle mire di Unicredit.

Banco Bpm, Castagna sceglie Bper e si difende da Unicredit

Il ceo di Unicredit, Andrea Orcel, punterebbe infatti su una fusione con Banco Bpm, al quale potrebbe aggiungersi una parte di Mps (si parla delle filiali di Toscana e Nordest, in uno “spezzatino” della banca senese). Castagna ha sempre prediletto l’ipotesi del terzo polo Banco Bpm-Bper, del quale peraltro sarebbe un candidato ai vertici.

Ora Castagna, secondo le ultime indiscrezioni di stampa, si sarebbe rivolto al mondo della politica per rivedere la norma sugli sgravi fiscali, in quanto con le recenti modifiche ipotizzate dall’esecutivo favorirebbe la banca guidata da Orcel, mettendo fuori gioco Bper. E quindi il terzo polo. I rumors, già riportati nel fine settimana dal Messaggero, vengono rilanciati oggi da Repubblica.

Secondo diverse fonti peraltro i contatti tra lo stesso Castagna e Carlo Cimbri, ad di Unipol che è il primo socio di Bper, sarebbero interrotti da due mesi.

Da parte sua il fondo Davide Leone & Partner (che ha circa il 5% di Banco Bpm) chiede che non si trascuri di massimizzare il valore per gli azionisti, indipendentemente dal partner. E il presidente Massimo Tononi è su questa linea.

Castagna ha comunque sensibilizzato il cda, secondo la ricostruzione di Repubblica, riscuotendo ampi consensi.

Banco Bpm, Castagna in pressing sulla politica

Nel mirino del manager c’è la bozza di decreto che estende al giugno 2022 la trasformazione in capitale delle attività fiscali differite (Dta), e prolunga da uno a tre anni il periodo per convertire in patrimonio i crediti. La bozza ha poi alzato l’incentivo dal 2% al 3% dell’attivo totale della banca da fondere.

Unicredit otterrebbe un miliardo in più di capitale in caso di nozze sia con Mps (3,4 miliardi di incentivi), sia con Banco Bpm (circa 4 miliardi). Mentre la ridotta entità di questi cespiti nei bilanci di Banco Bpm e di Bper non muterebbe nulla in una fusione tra loro (quasi un miliardo di incentivi). Quindi, sostiene Castagna, sarebbe favorita.

Il ceo di Banco Bpm è così sceso a Roma, dove avrebbe incontrato il capo economico della Lega, Giancarlo Giorgetti, ed esponenti di Pd e M5s.

La Lega vedrebbe di buon occhio le nozze Banco Bpm-Bper e i M5s sono ostili alla vendita di Mps. Ma al Tesoro preme chiudere sul dossier Monte dei Paschi di Siena. Il decreto potrebbe essere già stato concordato con l’antitrust Ue.

Banco Bpm-Bper, cosa dicono gli analisti

Se nei giorni scorsi Deutsche Bank aveva ridimensionato l’ipotesi di un merger Banco Bpm Bper, oggi gli analisti di Equita Sim intervengono dopo gli ultimi rumors di stampa. Secondo il broker “un`operazione Bper-Banco Bpm avrebbe senso dal punto di vista industriale” alla luce della “complementaritá delle reti distributive, con la combined entity che diventerebbe il secondo operatore domestico con una quota di mercato del 14% in termini di sportelli”.

“Seppur sensata dal punto di vista industriale, riteniamo che un`eventuale aggregazione con Unicredit possa tuttavia riconoscere agli azionisti di Banco Bpm un premio maggiore rispetto al deal con Bper, dato che quest`ultimo tipo di operazione avrebbe maggiore possibilità di configurarsi come un merger of equals. Inoltre l`estensione della norma sulla conversione delle Dta dal 2% al 3% garantirebbe, nel caso di M&A tra Unicredit e Banco Bpm, il riconoscimento a Cet1 di 1,3 mld aggiuntivi a 4,1 mld (oltre 95 pb), mentre non comporterebbe vantaggi ulteriori nel caso Banco Bpm-Bper”, spiegano a Equita.

Se poi fosse riconosciuto il beneficio della conversione delle Dta non una volta sola ma per tutte le operazioni deliberate entro giugno 2022, ciò secondo Equita “incrementerebbe l`appeal speculativo su Banco Bpm e B.Mps dato che offrirebbe a Unicredit la possibilità di finalizzare entrambe le operazioni riconoscendo a Cet1 circa 7 mld di DTA (147 pb sul Cet1 a livello di combined entity)”.

Per gli analisti di Intesa Sanpaolo invece, sebbene in questa fase nessuna ipotesi possa essere esclusa, “la fusione tra Banco Bpm e Bper avrebbe senso industriale e genererebbe un valore di 0,38 euro per azione per gli azionisti di Banco Bpm”.

Intanto in Borsa le banche tentano oggi di contenere i danni in una giornata di realizzi per Piazza Affari: alle ore 11,16 svettano proprio le azioni Banco Bpm con un +0,76% a 2,767 euro; Unicredit e Bper poco sotto la parità; realizzi su Mps -3,5% dopo il +6,6% della vigilia.

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