Mar 16 Luglio 2019 — 18:12

Banche, su Npl stop del Parlamento Ue alla Bce



Secondo il servizio giuridico di Strasburgo la Vigilanza europea non può intervenire con le nuove regole sulle coperture

Sulle nuove regole per la copertura dei crediti deteriorati arriva come previsto il semaforo rosso dell’Europarlamento alla Bce. La vigilanza di Francoforte, è il parere dell’organo politico, non può in sostanza intervenire con il cosiddetto Addendum poiché i suoi contenuti hanno valore normativo.

Il parere è stato emesso dal servizio giuridico dell’Europarlamento e arriva in un giorno particolarmente pesante per le banche italiane, nel mirino di nuove vendite a Piazza Affari sulla scia dell’aumento di capitale annunciato da Creval. Nel documento di Strarsburgo si precisa che, nella sua attuale formulazione, l’Addendum fissa regole generali legalmente vincolanti applicabili a tutte le banche e quindi “la Bce non ha la competenza per adottarlo”.

Le nuove regole sono state contestate pressoché a ogni livello da parte delle istituzioni italiane, che temono ripercussioni sulla capacità degli istituti di erogare credito. La stessa Abi ha fornito un parere che contiene anche una controproposta.

L’Addendum prevede che dal prossimo primo gennaio siano rafforzati ulteriormente i criteri con cui vengono coperti i nuovi crediti deteriorati, alzando al 100% le coperture dopo 2 anni di vintage se i crediti sono non garantiti (unsecured) e dopo 7 anni di vintage se sono garantiti (secured).

Il vintage è il tempo trascorso da quando un credito entra tra i deteriorati. In sostanza dopo sette anni un credito deteriorato secured andrebbe azzerato, nonostante la presenza di garanzie. Per le sofferenze non garantite basteranno invece due soli anni di permanenza alla voce Npl (Non performing loans) per richiedere accantonamenti al 100%.

I parametri non sarebbero vincolanti, ma le banche sarebbero “tenute a spiegare eventuali deviazioni” e a presentare un rapporto di conformità con cadenza almeno annuale.

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